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Milano: 25/6: incontro pubblico sul coworking promosso dall’Assessore al Lavoro Tajani. Non mancate.

Per la prima volta in Italia – a meno che ci sia sfuggito qualcosa – un’amministrazione cittadina avvia un momento di confronto pubblico sul coworking.

Accade a Milano, il 25 giugno 2012, in un luogo molto importante della città: Galleria Vittorio Emanuele, presso l’Urban Center.

L’incontro è aperto a tutti, previa registrazione con una mail a PLO.Coworking@comune.milano.it. e prevede la parteciapazione anche di esperienze di coworking europee.

L’intervento di Cowo – per il quale ringraziamo – è previsto intorno alle 10.30.

Sull’evento è stata anche aperta una pagina Facebook.

L’Assessore alle Politiche del Lavoro Cristina Tajani, nell’intento di avviare una riflessione sulle nuove e più attuali forme di lavoro, organizza un workshop sul coworking che si terrà il 25/6/2012 presso l’Urban Center – Galleria Vittorio Emanuele 12 – dalle 9.00 alle 18.00.


Con questo primo incontro, l’Assessorato intende incontrare, ascoltare, confrontarsi e dibattere con tutte le realtà che si occupano di coworking a Milano, alle quali chiede di portare la propria esperienza, per condividerne le forme ed i contenuti e promuovere questo ancora inusuale modus operandi.


La giornata si articolerà in due fasi: al mattino sono previsti interventi di presentazione delle varie esperienze, mentre il pomeriggio sarà dedicato al dibattito e alla elaborazione di proposte.
I lavori saranno arricchiti dalla partecipazione di rappresentanti di altre significative esperienze europee di coworking.


Il coworking costituisce una delle nuove modalità di approccio al mondo del lavoro e rappresenta uno stile di lavoro che permette a persone che svolgono attività professionali diverse di condividere lo stesso ambiente mantenendo un’attività indipendente.
Nel coworking i singoli riducono i costi di gestione e fruiscono del know-how acquisito dagli altri componenti e, soprattutto, possono condividere valori.


Il coworking esaltata il talento di ciascuno nell’interazione con gli altri e crea sinergie positive che sfociano in idee ed in attività innovative, economicamente e socialmente vantaggiose: il coworking è quindi uno spazio fisico di relazioni condivise.

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Istituzioni fa rima con riunioni? Coworking fa rima con networking!

  1. Oggi, 12 giugno, Unioncamere Lombardia e Visalta Consulting ci hanno cortesemente coinvolto in un workshop di 3 ore (14.30 – 17.30).
  2. Domani, 13 giugno, due funzionari della Regione Lombardia vengono a incontrarci per conoscere la realtà Cowo, alle 15.30.
  3. Il 25 giugno prossimo, il Comune di Milano ha indetto un incontro pubblico sul coworking, con presenza di Cowo, The Hub Milano, Make A Cube, LaCantine Parigi e Betahaus Berlino (questi ultimi da confermare). Di lunedì, dalle 9.00 alle 18.00.

Ora ci troviamo nell’imbarazzante situazione di avere l’attenzione istituzionale che tanto abbiamo desiderato, ma un po’ impreparati a dedicare investimenti di tempo significativi per non perderla… accidenti! :-D

Si dirà:

Problema vostro che non siete strutturati!

Forse il punto è proprio questo, il “non essere strutturati” ha permesso a Cowo di svilupparsi dal basso, senza costi fissi né investimenti, creando valore solo attraverso il passaparola online e offline.

In altre parole, la “Cowoeconomy” (come noi chiamiamo l’attività economica collegata al progetto Cowo) si è sviluppata attraverso un approccio leggero e destrutturato, orientato, più che agli incontri fisici, al networking aperto e continuo – soprattutto online.

Confidiamo che le istituzioni che rivolgono la loro preziosa attenzione al nostro progetto ne colgano anche questo aspetto, che è parte del suo DNA.

Per la verità, il Comune di Milano ha già dimostrato di avere la giusta sensibilità verso il coinvolgimento diretto e aperto - sia nel primo contatto con Cowo, da parte dell’assessore Tajani, che ha accettato di incontrare una nostra community di coworker presso uno spazio Cowo, sia attraverso la partecipazione attiva di Renato Galliano al CowoCamp2012, dove Milano ha saputo portare la propria voce e il proprio ascolto laddove altri soggetti avevano già avviato un dibattito, da diversi anni e su tutto il territorio nazionale.

Ci auguriamo, ora, di non aprire una fase di riunionismo, attività per la quale ci manca totalmente l’attitudine :-)

Detto questo, faremo senz’altro il possibile per partecipare e dare il nostro contributo al dibattito in corso, e – importante – siamo grati a tutti coloro che ci coinvolgono sul proprio percorso verso una cultura condivisa del coworking.

Buon lavoro!

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#CowoCamp2012 – Coworking e istituzioni: il Comune di Milano partecipa ai lavori del Coworking Camp.

E’ notizia freschissima la partecipazione del Comune di Milano, nella persona del dott. Renato Galliano, Direttore Settore Innovazione Economica e Università, al Coworking Camp di sabato 19.

Dopo la visita alla sede di Cowo dell’Assessore alle politiche del Lavoro Cristina Tajani - incontro sollecitato dalla nostra lettera aperta - non può che farci un enorme piacere registrare tra gli interventi una presentazione che, fin dal titolo, denota la predisposizione ad “ascoltare”:

Coworking a Milano: l’ascolto attivo dell’amministrazione cittadina.

Ascolto attivo, partecipazione, scambio tra amministrazione e operatori sul territorio: il Camp si preannuncia ancora più interessante grazie a questo segnale del Comune.

Il dialogo tra coworking e istituzioni continua… appuntamento al Camp!

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Le modeste proposte di Cowo all’assessore Tajani di Milano.

assessore al lavoro cristina tajani al coworking

L’abbiamo invitata a conoscere il coworking e i coworker, ma non da lontano, da Palazzo Marino o attraverso un convegno, no: venendo a sedersi ai nostri tavoli.

Lei ha risposto come speravamo: ok.

E così, ieri alle 15, il tavolone di Cowo Milano/Lambrate ha visto l’incontro tra il team dell’assessore alle politiche per il lavoro di Milano, Cristina Tajani, e la community del coworking sede del progetto Cowo.

Emozionati e un po’ intimoriti da questa presenza istituzionale, eravamo quasi tutti presenti.

Abbiamo sottolineato che:

  • coworking non significa spazi, ma persone
  • Cowo è un business sostenibile, che mette il profitto al secondo posto, dopo le relazioni
  • da ormai tre anni offriamo un servizio la cui sostenibilità – ne siamo certi – è utile alla città (l’assessore annuiva)
  • Cowo ha attivato 14 spazi di coworking a Milano
  • ogni volta che c’è il fuorisalone Cowo promuove la free coworking week (che nel 2011 ha coinvolto 4 spazi Cowo in città)
  • è auspicabile che un eventuale progetto del comune parta dall’esistente, cioè dal dialogo con le coworking community attive in città
Da parte sua, l’assessore ci ha detto che:
  • il Comune sta mappando le realtà di coworking esistenti in città, in vista di uno studio da presentare tra qualche mese, con un evento a cui saremo tutti invitati
  • il lavoro è cambiato, è il coworking è uno dei luoghi simbolo di questo cambiamento
  • è disponibile a “fare qualcosa”

E quando ci ha invitato a fare delle proposte di progetti comuni… non ci siamo fatti attendere.

Ecco cosa abbiamo suggerito:

1

Proponiamo al Comune di Milano di “entrare in contatto” con le community di coworker nel modo più semplice ed efficace: frequentandole.

Venite nei Cowo, una volta a settimana, venite a sbrigare email, venite a fare le telefonate.

Venite a respirare l’aria del coworking, e magari le idee sul da farsi ci verranno insieme.

2

Proponiamo al Comune di Milano di aiutare i coworking portando in questi spazi eventi quali conferenze stampa, presentazioni, incontri ufficiali.

Questo tipo di visibilità sarebbe già di per sé un grande aiuto agli spazi di coworking.

Inoltre, il Comune dimostrerebbe sensibilità nel farsi promotore di spazi sostenibili, rivolti alle giovani imprese, agli autonomi, ai freelance.

In conclusione:

Il coworking è e deve rimanere sinonimo di sostenibilità.

E’ necessario supportare chi assicura sostenibilità alla città.

Non si tratta necessariamente di erogare denaro, si può fare molto anche “solo” coinvolgendosi.

Speriamo che questa amministrazione – che si è imposta per la sua capacità di ascoltare la città – voglia ascoltare anche il coworking.

Grazie assessore! 

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Pensierini sull’incontro di domani con l’assessore alle politiche per il lavoro di Milano, Cristina Tajani.

Speriamo che sia l’inizio di qualcosa.

Speriamo che questo qualcosa nasca insieme alla community.

E’ bello che un esponente delle istituzioni prenda e venga in uno spazio di coworking. Ci fa sentire come se lavorassimo anche noi per la città.

Siamo emozionati: è la prima volta che la nostra città ci parla. E lo fa con una presenza significativa.

Siamo curiosi, perché abbiamo appreso che il comune di Milano ha dei progetti di coworking. Speriamo siano belli!

Ci gratifica pensare che la nostra idea di “coworking pubblico” forse si attuerà proprio nella nostra città. Ne parliamo dal 2009

Desideriamo molto collaborare con il comune, sentiamo Milano come la patria di Cowo (qui siamo nati, qui abbiamo sviluppato una presenza significativa: 14 spazi su 59): sapremo parlare la lingua degli amministratori?

Sarà un piacere raccontare il nostro progetto a un’amministrazione che ha risposto subito al nostro invito, dimostrando di saper ascoltare.

Chissà se potremo darci del tu, come facciamo sempre noi al Cowo?

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Invitiamo al coworking l’assessore per le politiche del lavoro del Comune di Milano.


coworking europe 2011: 10 points for the gov.t

Alla conferenza di Berlino abbiamo visto la lettera del governo tedesco che chiedeva alla coworking community internazionale riunita per l’occasione, le 10 cose che servono al movimento del coworking per svilupparsi.

Mentre partecipavamo alla sessione di lavoro per scrivere la risposta, ci chiedevamo che cosa mancasse all’Italia per essere così presente, così attiva nell’ascolto.

Forse siamo ingenui, ma non ci rassegnamo alla mancanza di interlocutori, a un coinvolgimento più importante.

E così è nata l’idea di chiedere a chi amministra la città di Milano una cosa sola, ma non meno importante delle 10 del governo tedesco.

Chiediamo che l’assessore e/o qualcuno del municipio venga una volta, o magari regolarmente, a lavorare in un coworking.

Milano è la città che ha fatto nascere il progetto Cowo, e lo rappresenta magnificamente con ben 14 spazi di coworking, su 58 in tutta Italia.

Una realtà unica al mondo e ormai nota a livello globale, che ha appena riscosso il sonoro, continuativo e affettuoso applauso della Coworking Conference di Berlino, oltre 2o0 persone da tutta Europa, dagli USA e dalla Cina.

Tutto questo è nato a Milano, al Cowo di Via Ventura, che continua ad essere un riferimento per la community, non solo italiana.

Ecco quindi il testo della mail scritta stamattina all’assessore alle politiche del lavoro di Milano, Cristina Tajani, con cui la invitiamo a passare qualche ora tra noi.

buongiorno assessore,

mi chiamo massimo carraro e sono il fondatore – insieme a laura coppola, in copia – di un progetto di coworking nato a milano 4 anni fa e sviluppatosi poi in 39 città, con 58 spazi.

ho avuto notizia da dario banfi – autore del libro “vita da freelance”, anch’egli in copia – del suo interesse per il coworking, e ho pensato che forse è giunto il momento di presentarmi :-)

questa mail non è una richiesta di fondi né di assistenza di alcun genere, ciò che chiede è qualcosa di infinitamente più prezioso. 

ma prima due righe di presentazione della nostra realtà, che si chiama cowo.

cowo nasce sull’esempio degli spazi di lavoro condiviso nati in california nel 2005, da cui abbiamo tratto ispirazione online.
il 1° aprile 2008 abbiamo lanciato, attraverso un semplice blog, l’idea di condividere il nostro ufficio di via ventura (quartiere lambrate), a condizioni sostenibili (200 euro/mese una postazione di lavoro tutto compreso, con wi-fi bello pimpante e caffè gratis).

le postazioni erano (e sono) 7, la sede di lavoro è anche quella della mia società, che si occupa di comunicazione.

la risposta è stata immediata, ed è piano piano cresciuta nel tempo.

da parte nostra, non abbiamo inseguito il dio del profitto, ma – pur facendo attenzione al lato economico della faccenda – abbiamo sempre privilegiato le relazioni, in quanto pensiamo che nella società di oggi la rete di rapporti sia la cosa più importante, e noi la mettiamo prima del profitto, in ogni cosa che facciamo.

l’anno successivo, stimolati dalle molte telefonate ricevute, abbiamo messo online un altro blog: questa volta offrendo il nostro know-how a tutti coloro che volevano aprire uno spazio di coworking nel loro ufficio, nella loro città. 

compresi nel kit: knowledge-base legale/fiscale/amministrativa, spazio sulla piattaforma web, moduli di contratto a norma di legge, attività di comunicazione. 

fee richiesto: euro 250/anno, senza altre revenue o percentuali.

da allora abbiamo portato 58 realtà in tutta italia ad aprire il proprio spazio professionale (studio, società, azienda) al coworking. 

in altre parole, si sono formati 58 luoghi dove un giovane o una start-up a inizio attività possano avere un luogo di lavoro a prezzo sostenibile e – soprattutto – in un ambiente collaborativo.

sono orgoglioso di dire – e lo dico tutte le volte che posso, quando mi trovo in giro per convegni – che la città di milano è la capofila di questo bel progetto, con 14 spazi attivi.

tra le cose che non posso non raccontarle, c’è il coworking camp nazionale, svoltosi nel 2010 e 2011, sempre qui a milano, l’iniziativa “free coworking week” durante la settimana del fuorisalone, la piattaforma di navigazione “cowo wi-fi“, che permette una navigazione stabile, sicura, legale a tutti coloro che si trovano al cowo ed anche fuori, funzionando, di fatto, da hot spot pubblico.

tutto questo è stato fatto di nostra iniziativa, con le nostre risorse, investendo una montagna di giornate (e nottate) di lavoro, e cercando di non cambiare mai la linea di sostenibilità e collaboratività che abbiamo scelto fin dall’inizio. 

le entrate economiche del progetto sono basse e non compensano il lavoro, ma la rete di relazioni creatasi è ormai globale, con centinaia di contatti che si incrociano senza sosta tra i nostri spazi fisici e le varie communities online che si sono via via create (noi stessi gestiamo una presenza costante su 9 social network).

ma vengo alla mia richesta :-)

vorrei che lei venisse a lavorare una giornata al coworking.

mi sento di chiederglielo perché mi pare di aver capito, con sollievo, che questa amministrazione si distinguerà per la partecipazione e l’ascolto.

penso che il coworking sia una cosa da ascoltare, e non si può ascoltarla da lontano, o rimanendo chiusi nelle sedi istituzionali.

sarà un piacere presentarle i professionisti che popolano il nostro spazio (tra essi architetti, un ingegnere, professionisti del web, consulenti, progettisti)… e penso che potrebbe anche piacerle l’aria positiva, di sana voglia di costruire che si respira qui dentro.

rimango a sua disposizione ai n. 02/21.51.581 e 334/89.36.110, oltre che a questa mail.

un cordiale saluto e grazie per la sua preziosa attenzione.

massimo carraro

ps- qualche link utile:

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