Gli artigiani del futuro sono come Martino Massalini.
Un bel complimento per Martino, che ha poi rilasciato una bella intervista, nel video qui sotto a partire dal minuto 13:05.
Se invece volete sentirlo parlare di Coworking Pesaro, il video da vedere è il secondo.
E se, per finire, siete curiosi di sapere come l’abbiamo conosciuto, cliccate sul terzo video, girato nell’aprile 2011 al FuoriSalone di Milano VenturaLambrate.
…e in effetti in questi ambienti si parla di Internet e di tecnologia da ben 17 anni :-)
Ma l’aspetto tecnologico di Cowo Milano/Login – che deriva direttamente dalla società ospitante Enter, Internet Service Provider dal 1996 - non è l’unico degno di nota.
Qui, infatti, oltre a connettività wi-fi a 100 mega su rete proprietaria, telefonia a tariffe agevolate, server cloud e device room, troviamo anche postazioni a decine, sale riunioni, reception, cucina attrezzata, e… 1.100 metri quadrati di spazio ricchissimo di potenzialità, sia per l’attuale coworking community sia per chi desideri entrare a farne parte.
Stefano, nel video, ci racconta tutto, compresa una startup da non perdere.
Hanno cercato lo spazio, l’hanno rimesso a posto, lo hanno battezzato con il nome della loro società, hanno creato una community, hanno fatto comunicazione (il loro mestiere)… potevamo non intervistarli?
Benvenuti al Cowo Milano/Work On di Via Lambrate 11, nel quartiere di Casoretto: un’oasi calma e luminosa, a pochi passi dal caos di Piazzale Loreto – quindi comodissimo da raggiungere.
Ma lasciamo la parola a chi questo coworking se l’è inventato :-)
Abbiamo detto varie volte come l’approccio delle istituzioni milanesi ci sembri corretto verso chi già è attivo con spazi di coworking sul territorio, riuscendo ad essere anche di forte stimolo, e non solo per l’aspetto finanziario.
La soluzione di erogare il finanziamento attraverso voucher per i coworker – ad esempio – favorisce il coworking attraverso il suo elemento più importante: le persone che frequentano gli spazi.
Non è facile per le istituzioni muoversi con questa sensibilità: questo di Milano è senz’altro un esempio da seguire per… gli altri 8.091 comuni italiani :-)
Vi terremo informati sugli esiti di questa iniziativa, che secondo noi è partita con il piede giusto e può essere un esempio anche al di fuori dell’Italia.
(Non è bello poter parlare bene delle nostre istituzioni? Bello che sia il coworking a darci questa opportunità!).
Nel video qui sotto, girato nel marzo 2011, il punto di vista del fondatore della rete Cowo sul rapporto tra istituzioni cittadine e coworking.
Genova è una città che ha iniziato nel 2009 ad avere un coworking: il Cowo Genova/DeFerrari di Fabio Burlando, che ci ha già raccontato l’esperienza di 3 anni di “coworking sotto la Lanterna” nel video che trovate a fine post.
Fabio può quindi essere considerato un precursore.
Solo da poco il suo spazio è stato affiancato, in città, da un altro coworking, il Cowo Genova/SalitaDinegro, aperto nel 2012.
Come in altre città italiane, anche Genova vede ora nascere progetti di condivisione aperta: #OpenGenova è la piattaforma collaborativa che affronta – fra i vari temi – il coworking.
Fabio è direttamente coinvolto nel Coworking Lab di OpenGenova, e ci racconta la sua esperienza.
COWO - Fabio, parliamo di coworking a #OpenGenova. Dopo quasi 4 anni di attività con il progetto Cowo, la città si è accorta della tua community, è così?
FABIO BURLANDO - Infatti. In questa città un po’ strana spesso succede che abbiamo delle risorse e non ne conosciamo l’esistenza. Il coworking qui è ancora piuttosto sconosciuto: è più facile essere conosciuti da fuori piuttosto che dal vicino di casa.
OpenGenova se n’è accorta e ha voluto con forza che fosse aperto un laboratorio sul tema.
COWO - Ci puoi descrivere brevemente cosa comprende la definizione #OpenGenova?
F. B. – E’ una piattaforma collaborativa progettata per mettere in contatto i genovesi interessati a proporre idee e progetti per la valorizzazione del territorio, condividere informazioni, monitorare l’innovazione, migliorare il rapporto con l’ amministrazione locale.
COWO - A che punto sono i lavori di questo gruppo?
F. B. - La piattaforma ha preso ufficialmente forma il 1° dicembre, quando è stata presentata al Bar Camp diritti&rovesci, promosso dal Comune di Genova.
Nei laboratori della piattaforma si è ora in attesa di competenze per un più ampia applicazione.
Per quanto riguarda il laboratorio sul coworking da me proposto ha l’intenzione di riproporre, in scala più ampia, la felice esperienza che in 4 anni mi ha fatto apprezzare l’utilità degli spazi di lavoro a condizioni sostenibili, per tutte le figure professionali.
COWO -In che modo il coworking rientra in questa discussione, e che accoglienza ha avuto il tema?
F. B. - E’ piaciuta l’idea di coinvolgere amministrazione comunale e aziende per iniziare un progetto insieme, riducendo i costi di gestione. Questo non per “fare business”, ma per fornire a startup e giovani professionisti un luogo di aggregazione low cost dove le esperienze si possano incontrare e crescere.
Le esperienze di successo che ho incontrato in questi anni in varie parti d’Italia mi fanno sperare che altrettanto si possa riproporre a Genova.
COWO - Pensi che il coworking riuscirà ad affermarsi su larga scala nella tua città, anche grazie all’interessamento più allargato, magari dell’amministrazione cittadina?
F. B. - E’ indispensabile; siamo una comunità molto attenta alle spese (spesso a nostro discapito) e abbiamo assoluto bisogno di investire su noi stessi.
La precaria situazione economica ha messo in grave crisi le grandi aziende e vede sempre più il sorgere di micro aziende e singoli professionisti capaci, ma con difficoltà di aggregazione professionale.
Il posto fisso è uscito dal sistema mentre le attività outsourcing prendono sempre più campo; l’amministrazione pubblica ha bisogno di forze fresche e nuove; i giovani genovesi ci sono, sono brillani anche grazie a esperienze maturate fuori dai confini genovesi, e bramano di fare qualcosa di utile per la loro città.
Queste realtà hanno bisogno di incontrarsi.
Ci stiamo lentamente rendendo conto che siamo usciti dal mercato per i nostri limiti culturali che ci portano ad essere spesso troppo diffidenti e asociali.
L’amministrazione pubblica ha bisogno del coworking quale spazio fisico e culturale come ne hanno bisogno le nuove e giovani realtà professionali; c’è bisogno di un punto di incontro dove consolidare tutti i rapporti virtuali che fino ad ora stanno crescendo sulle piattaforme sociali.
Gli elementi essenziali per una città smart sono l’open data, il cloud computing e il coworking: i dati devono essere nella disponibilità di tutti coloro che vogliono lavorare per lo sviluppo della nostra città; lo devono poter fare utilizzando le nuove tecnologie per potersi poi annusare e respirare l’un con l’altro e in uno spazio comune in coworking.
Dobbiamo allargare la comunità delle menti pensanti, uscire dall’autoreferenzialità e passare ai fatti.
Siamo nella fase embrionale e quindi in ritardo su quello che nel mondo e in Italia è già partito per uscire dalla crisi globale. Il parco tecnologico degli Erzelli sta sviluppando un progetto di Coworking e pare (a Genova più che altrove la parola “pare” è sempre da tenere tra le top words) che a marzo 2013 vedrà la luce.
E, visto che il progettista di questo gioiello totalmente ecocompatibile e – non dimentichiamolo – 100% made in Italy, è seduto a fianco a noi, beh, non abbiamo resistito a fargli qualche domanda…
In questa bella intervista, il cowomanager Fabio Burlando racconta in 9 minuti quasi tre anni di Cowo, partiti con bassissime aspettative per arrivare a dover rifiutare le persone perché non c’è più spazio.
Ma la cosa più bella è che la società di Fabio, che si occupa di immobili, si sta aprendo a collaborazioni lavorative con i propri coworker, in tutt’altro campo.
Ecco perché la cosa più bella di questo Cowo non è il panorama mozzafiato che si gode dalle sue finestre, al 14° piano di un grattacielo costruito nel 1939…
Sono trascorsi vari mesi dal CowoCamp2011, ma oggi abbiamo avuto la sorpresa di vedere il filmato che ne ha fatto un amico del Cowo, Paolo Nobile.
Paolo è un importante professionista della comunicazione visiva (sul suo sito potete constatare la qualità del suo lavoro, e sul suo blog conoscere il suo punto di vista sulla foto).
In questo breve film ci fa vedere come un evento pieno di rumore, confusione, chiacchiere, possa anche essere raccontato con una cifra diversa, poetica, un po’ onirica.
Dopo il divertente “faccia a faccia” stile Le Iene, a Pordenone hanno sfornato un altro piccolo film, questa volta dedicato all’evento di inaugurazione e alla gente presente quella sera da mod-o. Enjoy!
E’ una follia, ma anche una bellissima idea, quella di raccontare il coworking con un video musicale dove i cantanti sono i coworker (vedi gli esempi, sopra e sotto).
Stiamo cercando di organizzarlo a Milano, e tutti i coworker e gli amici che hanno voglia di partecipare a un video musicale (tranquilli, vanno bene anche gli stonati!) sono invitati a partecipare.
Cosa serve per partecipare? Queste tre cose:
disponibilità di una giornata ad inizio luglio a Milano
essere coworker o coworking fan
voglia di divertirsi
Se volete far parte di questa avventura, fatecelo sapere nei commenti o via mail.
Le possibilità di riuscita del progetto dipendono anche dal numero di persone, vi aspettiamo numerosi in Via Ventura 3!
Please enjoy this presentation by Tony Bacigalupo, mayor of New Work City, one of the most inspiring coworking initiatives of the world, based in New York.
Tony, besides being a very pleasant human being, is also one of the major evangelists of the coworking idea. We’ve talked about him here, and about his book here.
And after you’ve seen Tony’s presentation, if you still have time, check out Cowo’s presentation for the Coworking Europe conference, held in november 2010. :-)
Quest’uomo, candidato sindaco di Pordenone, si è fatto già notare per varie idee, talvolta visionarie (portare Google a Pordenone, per esempio), talvolta più immediatamente realizzabili.
Tra queste ultime:
Portare il coworking nelle sedi comunali.
Ci sentiamo quindi di ringraziare Claudio Pedrotti per aver rilanciato l’idea dei “coworking cittadini“, di cui più volte abbiamo parlato (a Firenze, a Pordenone, sul blog…) e che sembra aver trovato un interlocutore in grado di realizzarla.
Dedichiamo a lui il breve video qui sotto, sui vantaggi dell’idea, senza dimenticare il più grande “in bocca al lupo” per la competizione elettorale che lo attende.
In questo senso, ci sentiamo di ricambiare la presenza di Cowo sul suo sito (vedi sotto) riportandone la home page… anche per assicurarci che non stiamo sognando!
Capita che ti trovi a parlare con delle persone che hanno un Cowo, e ti senti raccontare delle storie talmente belle che la videointervista scatta spontanea.
Ascoltando queste testimonianze, di pochi minuti ciascuna, capirete perché i progetti di Gigliola Piccolo, Annamaria Tuan e Mariella Merlino del Cowo Udine/Ufficity meritino tutta l’attenzione che possono avere.
Quando si dice “il coworking è una piattaforma per far succedere delle cose”…
Nel servizio dell’emittente Telechiara, oltre alla presentazione e ad alcune brevi interviste al sottoscritto, al direttore del Vega Michele Vianello e al primo coworker in assoluto, potete ammirare il Cowo VEGA in tutto il suo splendore!
In questi tre minuti di video si capisce la portata di uno stile di lavoro “smart”, qualcosa che può veramente cambiare in meglio le cose per tutti noi, sotto molti punti di vista.
Hai un ufficio? Hai qualche scrivania libera? Allora perché non provi a guadagnare qualche euro con il coworking?
E' anche un modo per avere contatti professionali nuovi e stimolanti. Se vuoi farlo con il marchio Cowo® (e altre cose che ti daremo), ti offriamo un pacchetto collaborativo, utile per iniziare, a partire da 250 euro per un anno.
Altrimenti, amici come prima (ma non rinunciare al coworking, è troppo bello!).
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