I due spazi hanno infatti deciso di interpretare questo concetto offrendo gratuitamente, una volta al mese, le loro postazioni ai laboratori di Open Genova, la piattaforma nata per aiutare lo sviluppo e la crescita di progetti e idee volte a migliorare la città.
Per i Cowo è “un modo per far circolare nuove idee e energia all’interno dei nostri spazi”, come dichiara Alberto Boccaccio di Cowo Genova/Salita Dinegro.
Per chi anima i laboratori, è un’occasione di incontro in spazi orientati al networking, a costo zero.
Per la città, infine, è un passo avanti verso una miglior vivibilità, piccolo ma concreto… in pieno stile Cowo :-)
Grazie per questa apertura anche da parte nostra: in tutta Italia, la rete Cowo si sta dimostrando sempre pronta a dare il proprio contributo ai percorsi di apertura collaborativa sui vari territori.
E’ presso uno studio di progettazione del verde il nuovo Cowo a Sanremo, sulla bella riviera ligure di Ponente.
Non può che farci piacere vedere come l’idea del coworking attecchisca (è il caso di dirlo) dove c’è sensibilità nel rendere più sostenibili gli ambienti, forse è naturale che questa attitudine si applichi anche agli ambienti professionali.
Un grazie quindi a Francesca Benza, agronoma titolare dello studio, per l’apertura al progetto Cowo e alla disponibilità verso i coworker e i nomad worker della zona.
A che serve una rete di spazi di coworking, se non posso frequentarli tutti, all’occorrenza?
E’ proprio questa la domanda a cui abbiamo cercato di rispondere con CowoPass. L’esigenza dei coworker di passare agevolmente da un Cowo all’altro, da una community all’altra, da una città all’altra.
La nostra risposta: un solo pacchetto di giornate prepagate, uguali per tutti i Cowo, a partire da 50 euro per 4 giorni, con validità 12 mesi in tutta Italia.
Circa un anno fa presentammo la prima “versione” di CowoPass, che proponeva un’offerta parificata tra due spazi Cowo, a Milano e Roma.
In un anno, i coworker che l’hanno utilizzata sono stati… uno. Uno scambio Milano – Roma era troppo poco.
Abbiamo molto riflettuto, e parlato con i coworker.
Le esigenze sono molteplici: risparmiare, utilizzare il Cowo solo quando serve, e poi poter lavorare dove il lavoro ti porta, senza troppe formalità.
Ci siamo inventati 4 pacchetti standard in tutta Italia per unificare l’offerta (non è stato facile), abbiamo stabilito tariffe ultraconvenienti (con il pacchetto di 32 giornate, la singola giornata costa 7,8 euro), abbiamo creato un ecommerce per chi non ha tempo/voglia/possibilità di acquistare il servizio al Cowo, ma vuole un pacchetto di giornate right now.
Ed eccoci qua. Adesso salutarsi dicendo “ci vediamo al Cowo” è più facile :-)
Uno studio di progettazione a due passi dai cantieri navali, dalla facoltà universitaria di ingegneria nautica, dall’imbarco dei traghetti: è qui, a pochi minuti dal centro città, che nasce un nuovo coworking a La Spezia.
E’ sempre un’emozione – per noi di Cowo – quando apre il primo spazio in una città: la voglia di “fare coworking” è sempre tanta, ma si troveranno le condizioni favorevoli? Riusciremo a coinvolgere nuovi coworker nella nuova situazione?
Come diceva una canzone, “lo scopriremo solo vivendo”… e dandoci da fare per iniziare subito a costruire, passo dopo passo, un nuovo progetto di community.
Ringraziamo i titolari dello studio per la fiducia nel progetto Cowo, e porgiamo a La Spezia il più cordiale benvenuto nel nostro piccolo-grande network.
Genova è una città che ha iniziato nel 2009 ad avere un coworking: il Cowo Genova/DeFerrari di Fabio Burlando, che ci ha già raccontato l’esperienza di 3 anni di “coworking sotto la Lanterna” nel video che trovate a fine post.
Fabio può quindi essere considerato un precursore.
Solo da poco il suo spazio è stato affiancato, in città, da un altro coworking, il Cowo Genova/SalitaDinegro, aperto nel 2012.
Come in altre città italiane, anche Genova vede ora nascere progetti di condivisione aperta: #OpenGenova è la piattaforma collaborativa che affronta – fra i vari temi – il coworking.
Fabio è direttamente coinvolto nel Coworking Lab di OpenGenova, e ci racconta la sua esperienza.
COWO - Fabio, parliamo di coworking a #OpenGenova. Dopo quasi 4 anni di attività con il progetto Cowo, la città si è accorta della tua community, è così?
FABIO BURLANDO - Infatti. In questa città un po’ strana spesso succede che abbiamo delle risorse e non ne conosciamo l’esistenza. Il coworking qui è ancora piuttosto sconosciuto: è più facile essere conosciuti da fuori piuttosto che dal vicino di casa.
OpenGenova se n’è accorta e ha voluto con forza che fosse aperto un laboratorio sul tema.
COWO - Ci puoi descrivere brevemente cosa comprende la definizione #OpenGenova?
F. B. – E’ una piattaforma collaborativa progettata per mettere in contatto i genovesi interessati a proporre idee e progetti per la valorizzazione del territorio, condividere informazioni, monitorare l’innovazione, migliorare il rapporto con l’ amministrazione locale.
COWO - A che punto sono i lavori di questo gruppo?
F. B. - La piattaforma ha preso ufficialmente forma il 1° dicembre, quando è stata presentata al Bar Camp diritti&rovesci, promosso dal Comune di Genova.
Nei laboratori della piattaforma si è ora in attesa di competenze per un più ampia applicazione.
Per quanto riguarda il laboratorio sul coworking da me proposto ha l’intenzione di riproporre, in scala più ampia, la felice esperienza che in 4 anni mi ha fatto apprezzare l’utilità degli spazi di lavoro a condizioni sostenibili, per tutte le figure professionali.
COWO -In che modo il coworking rientra in questa discussione, e che accoglienza ha avuto il tema?
F. B. - E’ piaciuta l’idea di coinvolgere amministrazione comunale e aziende per iniziare un progetto insieme, riducendo i costi di gestione. Questo non per “fare business”, ma per fornire a startup e giovani professionisti un luogo di aggregazione low cost dove le esperienze si possano incontrare e crescere.
Le esperienze di successo che ho incontrato in questi anni in varie parti d’Italia mi fanno sperare che altrettanto si possa riproporre a Genova.
COWO - Pensi che il coworking riuscirà ad affermarsi su larga scala nella tua città, anche grazie all’interessamento più allargato, magari dell’amministrazione cittadina?
F. B. - E’ indispensabile; siamo una comunità molto attenta alle spese (spesso a nostro discapito) e abbiamo assoluto bisogno di investire su noi stessi.
La precaria situazione economica ha messo in grave crisi le grandi aziende e vede sempre più il sorgere di micro aziende e singoli professionisti capaci, ma con difficoltà di aggregazione professionale.
Il posto fisso è uscito dal sistema mentre le attività outsourcing prendono sempre più campo; l’amministrazione pubblica ha bisogno di forze fresche e nuove; i giovani genovesi ci sono, sono brillani anche grazie a esperienze maturate fuori dai confini genovesi, e bramano di fare qualcosa di utile per la loro città.
Queste realtà hanno bisogno di incontrarsi.
Ci stiamo lentamente rendendo conto che siamo usciti dal mercato per i nostri limiti culturali che ci portano ad essere spesso troppo diffidenti e asociali.
L’amministrazione pubblica ha bisogno del coworking quale spazio fisico e culturale come ne hanno bisogno le nuove e giovani realtà professionali; c’è bisogno di un punto di incontro dove consolidare tutti i rapporti virtuali che fino ad ora stanno crescendo sulle piattaforme sociali.
Gli elementi essenziali per una città smart sono l’open data, il cloud computing e il coworking: i dati devono essere nella disponibilità di tutti coloro che vogliono lavorare per lo sviluppo della nostra città; lo devono poter fare utilizzando le nuove tecnologie per potersi poi annusare e respirare l’un con l’altro e in uno spazio comune in coworking.
Dobbiamo allargare la comunità delle menti pensanti, uscire dall’autoreferenzialità e passare ai fatti.
Siamo nella fase embrionale e quindi in ritardo su quello che nel mondo e in Italia è già partito per uscire dalla crisi globale. Il parco tecnologico degli Erzelli sta sviluppando un progetto di Coworking e pare (a Genova più che altrove la parola “pare” è sempre da tenere tra le top words) che a marzo 2013 vedrà la luce.
Come spesso abbiamo occasione di ripetere, il coworking si fa meglio all’interno di una rete… non solo a livello di professionisti, ma anche di spazi: in una stessa città, il coworking funziona tanto meglio quanti più sono gli spazi Cowo.
Ormai l’abbiamo verificato in molti centri, ed è un piacere osservare come la rete moltiplica le presenze anche in città – come Genova – dove da molto tempo è attivo un solo spazio Cowo.
Diamo quindi un caloroso benvenuto al Cowo che fa “diventare rete” il coworking anche nella bella Genova, presso l’agenzia di relazioni esterne e comunicazione Boccaccio Passoni.
Che dite, lo facciamo un aperitivo genovese tutti insieme per festeggiare?
Nel frattempo, ai responsabili del nuovo Cowo un grosso in bocca al lupo e il nostro grazie per la fiducia nel progetto.
[AGGIORNAMENTO 17/5: si sono aggiunti due interventi, l'agenda è ora di 15 speech. Orario previsto di chiusura lavori: 18.00].
Ci siamo quasi!
Ancora tre giorni e finalmente, sabato 19 maggio a Milano, potremo incontrarci, conoscerci, rivederci e – naturalmente – ascoltare i seguenti interventi, tutti rigorosamente di 10 minuti, seguiti da 10 minuti di domande e risposte (con l’eccezione dei due “Focus speciali” che avranno 20 minuti per presentare due progetti particolarmente articolati):
11.00 – 11.10 – Massimo Carraro (fondatore rete Cowo): La dimensione economica del coworking: l’esperienza di tre anni di rete Cowo.
11:20: Renato Galliano (Direttore Settore Innovazione Economica e Università del Comune di Milano): Coworking a Milano: l’ascolto attivo dell’amministrazione cittadina.
11.40: Stefano Borghi (CowoManager Cowo Roma/Tiburtina presso Cowo360): Un sistema di credito per gli spazi di coworking, un vantaggio non solo per i nomad worker!
14.40: Martino Massalini e Lorenzo Sorace (SimpleSpot): Cowo WiFi, ovvero il coworking come hot-spot pubblico e gratuito.
15.00: Claudia Pittarello e Paolo Crugnola (RedTide srl, coworker al Cowo Omegna/Gravellona Toce): Far nascere un ecommerce in coworking che… frega i cinesi.
In questa bella intervista, il cowomanager Fabio Burlando racconta in 9 minuti quasi tre anni di Cowo, partiti con bassissime aspettative per arrivare a dover rifiutare le persone perché non c’è più spazio.
Ma la cosa più bella è che la società di Fabio, che si occupa di immobili, si sta aprendo a collaborazioni lavorative con i propri coworker, in tutt’altro campo.
Ecco perché la cosa più bella di questo Cowo non è il panorama mozzafiato che si gode dalle sue finestre, al 14° piano di un grattacielo costruito nel 1939…
La bellissima sorpresa che ho avuto è che in entrambi gli spazi sono nate sinergie lavorative tra coworker, un risultato che io trovo sempre importante, e per nulla scontato.
La vista è sicuramente straordinaria, specie al tramonto, e la condivisione dello spazio non è da meno, grazie agli uffici di Acropoli Immobiliare e alla loro organizzazione.
Grazie a Fabio Burlando per aver creduto al progetto Cowo, e un grandissimo in bocca al lupo, per un’esperienza di coworking all’altezza delle aspettative.
Hai un ufficio? Hai qualche scrivania libera? Allora perché non provi a guadagnare qualche euro con il coworking?
E' anche un modo per avere contatti professionali nuovi e stimolanti. Se vuoi farlo con il marchio Cowo® (e altre cose che ti daremo), ti offriamo un pacchetto collaborativo, utile per iniziare, a partire da 250 euro per un anno.
Altrimenti, amici come prima (ma non rinunciare al coworking, è troppo bello!).
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