Il Lavoro ai tempi del Coworking e del Multifactory
I giovani non si rassegnano: numeri e dati delle strategie anti crisi di Rapporto Giovani con la partecipazione del prof. Alessandro Rosina (Università Cattolica), co-autore della ricerca
Interverranno:
Talent Garden con Marcello Merlo Cowo con Isabella Marchese Osun Solutions con Giulio Focardi Piano C con Riccarda Zezza
I due spazi hanno infatti deciso di interpretare questo concetto offrendo gratuitamente, una volta al mese, le loro postazioni ai laboratori di Open Genova, la piattaforma nata per aiutare lo sviluppo e la crescita di progetti e idee volte a migliorare la città.
Per i Cowo è “un modo per far circolare nuove idee e energia all’interno dei nostri spazi”, come dichiara Alberto Boccaccio di Cowo Genova/Salita Dinegro.
Per chi anima i laboratori, è un’occasione di incontro in spazi orientati al networking, a costo zero.
Per la città, infine, è un passo avanti verso una miglior vivibilità, piccolo ma concreto… in pieno stile Cowo :-)
Grazie per questa apertura anche da parte nostra: in tutta Italia, la rete Cowo si sta dimostrando sempre pronta a dare il proprio contributo ai percorsi di apertura collaborativa sui vari territori.
Il nostro format di coworking temporaneo CowoFlash, dopo le prime esperienze positive, ritorna in campo a Firenze, in occasione della prestigiosa Fiera dell’Artigianato.
Come qualcuno si ricorderà, il coworking temporaneo CowoFlash si distingue per
Spazio adeguato, dove professionisti e nomad worker possano lavorare in modo confortevole (tavoli, sedie e un po’ di silenzio)
Last but not least, una connessione internet efficiente ed affidabile
Cowo ringrazia Mattia Sullini di Cowo Firenze/Combo per aver dato la sua disponibilità a gestire gli spazi del CowoFlash, e tutti gli attori che hanno permesso alla bella esperienza del CowoFlash/Firenze 2012 di ripetersi:
Abbiamo detto varie volte come l’approccio delle istituzioni milanesi ci sembri corretto verso chi già è attivo con spazi di coworking sul territorio, riuscendo ad essere anche di forte stimolo, e non solo per l’aspetto finanziario.
La soluzione di erogare il finanziamento attraverso voucher per i coworker – ad esempio – favorisce il coworking attraverso il suo elemento più importante: le persone che frequentano gli spazi.
Non è facile per le istituzioni muoversi con questa sensibilità: questo di Milano è senz’altro un esempio da seguire per… gli altri 8.091 comuni italiani :-)
Vi terremo informati sugli esiti di questa iniziativa, che secondo noi è partita con il piede giusto e può essere un esempio anche al di fuori dell’Italia.
(Non è bello poter parlare bene delle nostre istituzioni? Bello che sia il coworking a darci questa opportunità!).
Nel video qui sotto, girato nel marzo 2011, il punto di vista del fondatore della rete Cowo sul rapporto tra istituzioni cittadine e coworking.
Si terrà di nuovo al CdIE di via Carlo Poerio 39 a Milano – anche spazio coworking Cowo Milano/Nino Bixio - il corso che affronta i vari aspetti legati ai finanziamenti europei, con particolare riguardo alla programmazione EU 2014-2020.
Per informazioni sul corso di tre giornate – dall’11 al 13 marzo, con orario 9,15 / 18.00 – rivolgersi a Norma Tello, scrivendole una mail o telefonando allo 02/20.52.47.11.
A Milano, è ai nastri di partenza il “Corso di Europrogettazione”, che si terrà presso il Centro di Iniziativa Europea nell’arco di tre giornate.
Nell’ambito dell’iniziativa che si terrà al CdIE – nonché Cowo Milano/Nino Bixio - verranno esaminati tutti gli aspetti legati ai finanziamenti europei, con focus sulla programmazione EU 2014-2020.
Dallo sviluppo dell’idea progettuale all’interpretazione dei bandi, dalla ricerca per il partenariato all’analisi delle procedure da seguire, ogni sessione di lavoro prevederà una parte teorica e un’esercitazione pratica.
Genova è una città che ha iniziato nel 2009 ad avere un coworking: il Cowo Genova/DeFerrari di Fabio Burlando, che ci ha già raccontato l’esperienza di 3 anni di “coworking sotto la Lanterna” nel video che trovate a fine post.
Fabio può quindi essere considerato un precursore.
Solo da poco il suo spazio è stato affiancato, in città, da un altro coworking, il Cowo Genova/SalitaDinegro, aperto nel 2012.
Come in altre città italiane, anche Genova vede ora nascere progetti di condivisione aperta: #OpenGenova è la piattaforma collaborativa che affronta – fra i vari temi – il coworking.
Fabio è direttamente coinvolto nel Coworking Lab di OpenGenova, e ci racconta la sua esperienza.
COWO - Fabio, parliamo di coworking a #OpenGenova. Dopo quasi 4 anni di attività con il progetto Cowo, la città si è accorta della tua community, è così?
FABIO BURLANDO - Infatti. In questa città un po’ strana spesso succede che abbiamo delle risorse e non ne conosciamo l’esistenza. Il coworking qui è ancora piuttosto sconosciuto: è più facile essere conosciuti da fuori piuttosto che dal vicino di casa.
OpenGenova se n’è accorta e ha voluto con forza che fosse aperto un laboratorio sul tema.
COWO - Ci puoi descrivere brevemente cosa comprende la definizione #OpenGenova?
F. B. – E’ una piattaforma collaborativa progettata per mettere in contatto i genovesi interessati a proporre idee e progetti per la valorizzazione del territorio, condividere informazioni, monitorare l’innovazione, migliorare il rapporto con l’ amministrazione locale.
COWO - A che punto sono i lavori di questo gruppo?
F. B. - La piattaforma ha preso ufficialmente forma il 1° dicembre, quando è stata presentata al Bar Camp diritti&rovesci, promosso dal Comune di Genova.
Nei laboratori della piattaforma si è ora in attesa di competenze per un più ampia applicazione.
Per quanto riguarda il laboratorio sul coworking da me proposto ha l’intenzione di riproporre, in scala più ampia, la felice esperienza che in 4 anni mi ha fatto apprezzare l’utilità degli spazi di lavoro a condizioni sostenibili, per tutte le figure professionali.
COWO -In che modo il coworking rientra in questa discussione, e che accoglienza ha avuto il tema?
F. B. - E’ piaciuta l’idea di coinvolgere amministrazione comunale e aziende per iniziare un progetto insieme, riducendo i costi di gestione. Questo non per “fare business”, ma per fornire a startup e giovani professionisti un luogo di aggregazione low cost dove le esperienze si possano incontrare e crescere.
Le esperienze di successo che ho incontrato in questi anni in varie parti d’Italia mi fanno sperare che altrettanto si possa riproporre a Genova.
COWO - Pensi che il coworking riuscirà ad affermarsi su larga scala nella tua città, anche grazie all’interessamento più allargato, magari dell’amministrazione cittadina?
F. B. - E’ indispensabile; siamo una comunità molto attenta alle spese (spesso a nostro discapito) e abbiamo assoluto bisogno di investire su noi stessi.
La precaria situazione economica ha messo in grave crisi le grandi aziende e vede sempre più il sorgere di micro aziende e singoli professionisti capaci, ma con difficoltà di aggregazione professionale.
Il posto fisso è uscito dal sistema mentre le attività outsourcing prendono sempre più campo; l’amministrazione pubblica ha bisogno di forze fresche e nuove; i giovani genovesi ci sono, sono brillani anche grazie a esperienze maturate fuori dai confini genovesi, e bramano di fare qualcosa di utile per la loro città.
Queste realtà hanno bisogno di incontrarsi.
Ci stiamo lentamente rendendo conto che siamo usciti dal mercato per i nostri limiti culturali che ci portano ad essere spesso troppo diffidenti e asociali.
L’amministrazione pubblica ha bisogno del coworking quale spazio fisico e culturale come ne hanno bisogno le nuove e giovani realtà professionali; c’è bisogno di un punto di incontro dove consolidare tutti i rapporti virtuali che fino ad ora stanno crescendo sulle piattaforme sociali.
Gli elementi essenziali per una città smart sono l’open data, il cloud computing e il coworking: i dati devono essere nella disponibilità di tutti coloro che vogliono lavorare per lo sviluppo della nostra città; lo devono poter fare utilizzando le nuove tecnologie per potersi poi annusare e respirare l’un con l’altro e in uno spazio comune in coworking.
Dobbiamo allargare la comunità delle menti pensanti, uscire dall’autoreferenzialità e passare ai fatti.
Siamo nella fase embrionale e quindi in ritardo su quello che nel mondo e in Italia è già partito per uscire dalla crisi globale. Il parco tecnologico degli Erzelli sta sviluppando un progetto di Coworking e pare (a Genova più che altrove la parola “pare” è sempre da tenere tra le top words) che a marzo 2013 vedrà la luce.
Su invito del prof. Stefano Maffei, siamo onorati di partecipare al seminario introduttivo aperto del Laboratorio di sintesi finale di Laurea Magistrale del corso laurea in Design del prodotto per l’innovazione, della Scuola del Design (Politecnico di Milano):
AUTOPRODUZIONE OGGI Nuovi modelli di connessione tra design, produzione distribuita e fabbricazione avanzata
Mancano 2 giorni e una manciata di ore a quello che si presenta come un evento davvero notevole: l’Internet Festival – Forme di Futuro di Pisa, dove il panorama di temi, personaggi e orizzonti è piuttosto notevole.
L’impostazione si sviluppa su tre assi principali Internet 4 Makers (la rete delle aziende e dei progetti), Internet 4 citizens (il web al servizio della cittadinanza attiva), Internet 4 tellers (l’internet degli storyteller).
Notizie come questa ci fanno improvvisamente crescere, e sentire l’importanza di ciò che stiamo facendo.
E’ davvero un onore per Cowo essere invitato – nella persona del suo fondatore Massimo Carraro - a far parte del ristretto numero di persone coinvolte dal Comune di Milano e dalla Camera di Commercio a far parte del Comitato d’Indirizzo per Milano Capitale delle Startup.
Tra le finalità del gruppo di lavoro:
Stabilizzare il coordinamento dell’ecosistema startup;
Redarre uno o più documenti sulla base degli spunti emersi;
Proseguire il dialogo già avviato con il Governo Italiano, stimolando il processo di elaborazione legislativa
Le persone coinvolte:
Emil Abirascid
Matteo Bartolomeo
Matteo Bogana
Massimo Carraro
Gianluca Dettori
Alberto Masetti-Zannini
Andrea Messuti
Roberto Randazzo
Diana Saraceni
Massimo Sideri
Naturalmente, Cowo darà il suo contributo in materia di coworking, tema giustamente ritenuto dall’amministrazione comunale e dalla Camera di Commercio contiguo a quello della nuova impresa.
Ci impegneremo a fondo per portare al comitato ciò che ogni giorno – da 4 anni – apprendiamo dal mondo delle giovani imprese che si rivolgono ai nostri spazi, spesso con il cuore e la mente pieni di “voglia di spaccare”, ma spesso con le gambe bloccate da lacciuoli burocratici di ogni tipo.
Una situazione che conosciamo fin troppo bene, in grado di azzerare drammaticamente ogni talento imprenditoriale sul nascere.
Ci piace ricordare che a Milano, anche in tempi di crisi, nascono mille imprese al mese.
Ci piace pensare che nascano anche, in piccola parte, perché esiste una cosa che si chiama Cowo.
Accade a Milano, il 25 giugno 2012, in un luogo molto importante della città: Galleria Vittorio Emanuele, presso l’Urban Center.
L’incontro è aperto a tutti, previa registrazione con una mail a PLO.Coworking@comune.milano.it. e prevede la parteciapazione anche di esperienze di coworking europee.
L’intervento di Cowo – per il quale ringraziamo – è previsto intorno alle 10.30.
L’Assessore alle Politiche del Lavoro Cristina Tajani, nell’intento di avviare una riflessione sulle nuove e più attuali forme di lavoro, organizza un workshop sul coworking che si terrà il 25/6/2012 presso l’Urban Center – Galleria Vittorio Emanuele 12 – dalle 9.00 alle 18.00.
Con questo primo incontro, l’Assessorato intende incontrare, ascoltare, confrontarsi e dibattere con tutte le realtà che si occupano di coworking a Milano, alle quali chiede di portare la propria esperienza, per condividerne le forme ed i contenuti e promuovere questo ancora inusuale modus operandi.
La giornata si articolerà in due fasi: al mattino sono previsti interventi di presentazione delle varie esperienze, mentre il pomeriggio sarà dedicato al dibattito e alla elaborazione di proposte. I lavori saranno arricchiti dalla partecipazione di rappresentanti di altre significative esperienze europee di coworking.
Il coworking costituisce una delle nuove modalità di approccio al mondo del lavoro e rappresenta uno stile di lavoro che permette a persone che svolgono attività professionali diverse di condividere lo stesso ambiente mantenendo un’attività indipendente. Nel coworking i singoli riducono i costi di gestione e fruiscono del know-how acquisito dagli altri componenti e, soprattutto, possono condividere valori.
Il coworking esaltata il talento di ciascuno nell’interazione con gli altri e crea sinergie positive che sfociano in idee ed in attività innovative, economicamente e socialmente vantaggiose: il coworking è quindi uno spazio fisico di relazioni condivise.
Ora ci troviamo nell’imbarazzante situazione di avere l’attenzione istituzionale che tanto abbiamo desiderato, ma un po’ impreparati a dedicare investimenti di tempo significativi per non perderla… accidenti! :-D
Si dirà:
Problema vostro che non siete strutturati!
Forse il punto è proprio questo, il “non essere strutturati” ha permesso a Cowo di svilupparsi dal basso, senza costi fissi né investimenti, creando valore solo attraverso il passaparola online e offline.
In altre parole, la “Cowoeconomy” (come noi chiamiamo l’attività economica collegata al progetto Cowo) si è sviluppata attraverso un approccio leggero e destrutturato, orientato, più che agli incontri fisici, al networking aperto e continuo – soprattutto online.
Confidiamo che le istituzioni che rivolgono la loro preziosa attenzione al nostro progetto ne colgano anche questo aspetto, che è parte del suo DNA.
Per la verità, il Comune di Milano ha già dimostrato di avere la giusta sensibilità verso il coinvolgimento diretto e aperto - sia nel primo contatto con Cowo, da parte dell’assessore Tajani, che ha accettato di incontrare una nostra community di coworker presso uno spazio Cowo, sia attraverso la partecipazione attiva di Renato Galliano al CowoCamp2012, dove Milano ha saputo portare la propria voce e il proprio ascolto laddove altri soggetti avevano già avviato un dibattito, da diversi anni e su tutto il territorio nazionale.
Ci auguriamo, ora, di non aprire una fase di riunionismo, attività per la quale ci manca totalmente l’attitudine :-)
Detto questo, faremo senz’altro il possibile per partecipare e dare il nostro contributo al dibattito in corso, e – importante – siamo grati a tutti coloro che ci coinvolgono sul proprio percorso verso una cultura condivisa del coworking.
Anche in questo campo, l’approccio Cowo è basico e orientato ai risultati immediati, con costi sostenibili… insomma: ci sembra abbasatanza semplice, in fondo. Come sempre, è necessario iniziare a fare, per capire…
[AGGIORNAMENTO 17/5: si sono aggiunti due interventi, l'agenda è ora di 15 speech. Orario previsto di chiusura lavori: 18.00].
Ci siamo quasi!
Ancora tre giorni e finalmente, sabato 19 maggio a Milano, potremo incontrarci, conoscerci, rivederci e – naturalmente – ascoltare i seguenti interventi, tutti rigorosamente di 10 minuti, seguiti da 10 minuti di domande e risposte (con l’eccezione dei due “Focus speciali” che avranno 20 minuti per presentare due progetti particolarmente articolati):
11.00 – 11.10 – Massimo Carraro (fondatore rete Cowo): La dimensione economica del coworking: l’esperienza di tre anni di rete Cowo.
11:20: Renato Galliano (Direttore Settore Innovazione Economica e Università del Comune di Milano): Coworking a Milano: l’ascolto attivo dell’amministrazione cittadina.
11.40: Stefano Borghi (CowoManager Cowo Roma/Tiburtina presso Cowo360): Un sistema di credito per gli spazi di coworking, un vantaggio non solo per i nomad worker!
14.40: Martino Massalini e Lorenzo Sorace (SimpleSpot): Cowo WiFi, ovvero il coworking come hot-spot pubblico e gratuito.
15.00: Claudia Pittarello e Paolo Crugnola (RedTide srl, coworker al Cowo Omegna/Gravellona Toce): Far nascere un ecommerce in coworking che… frega i cinesi.
Sabato 19 aprile, al CowoCamp2012, focus speciale sul caso VEGAinCUBE, incubatore italiano nato da poche settimane all’interno dello spazio di coworking del VEGA di Venezia, attualmente sede di 20 nuove aziende.
VEGAinCUBE è stato appena inaugurato e le sue caratteristiche di sostenibilità e innovazione gli hanno già attirato moltissima attenzione.
L’intervento del suo direttore, Michele Vianello, verterà sulla possibilità di incubazione di start-up da parte delle strutture di coworking, e delle infrastrutture possibili per agevolare lo sviluppo di nuove imprese (una per tutti: il cloud computing).
E’ notizia freschissima la partecipazione del Comune di Milano, nella persona del dott. Renato Galliano, Direttore Settore Innovazione Economica e Università, al Coworking Camp di sabato 19.
Dopo la visita alla sede di Cowo dell’Assessore alle politiche del Lavoro Cristina Tajani - incontro sollecitato dalla nostra lettera aperta - non può che farci un enorme piacere registrare tra gli interventi una presentazione che, fin dal titolo, denota la predisposizione ad “ascoltare”:
Coworking a Milano: l’ascolto attivo dell’amministrazione cittadina.
Ascolto attivo, partecipazione, scambio tra amministrazione e operatori sul territorio: il Camp si preannuncia ancora più interessante grazie a questo segnale del Comune.
Il dialogo tra coworking e istituzioni continua… appuntamento al Camp!
Hai un ufficio? Hai qualche scrivania libera? Allora perché non provi a guadagnare qualche euro con il coworking?
E' anche un modo per avere contatti professionali nuovi e stimolanti. Se vuoi farlo con il marchio Cowo® (e altre cose che ti daremo), ti offriamo un pacchetto collaborativo, utile per iniziare, a partire da 250 euro per un anno.
Altrimenti, amici come prima (ma non rinunciare al coworking, è troppo bello!).
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