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Chi lavora in coworking? I nomad worker, i coworker stanziali, i professionisti presenti negli spazi di coworking per un giorno, un mese o un anno. Senza dimenticare i gestori degli spazi Cowo (cowomanager per gli amici).

[Video, video, video] ”Gli artigiani del futuro sono come Martino Massalini”.

Per chi non conoscesse Martino Massalini, è il CowoManager di Cowo Pesaro/CWP. Ma non solo.

E’ anche colui che – insieme a Lorenzo Sorace, suo partner con SimpleSpot – ha dato vita alla piattaforma di navigazione gratuita Cowo WiFi, che i coworker di tutta Italia hanno apprezzano da tempo per l’affidabilità e la praticità (una sola password per tutti i Cowo!).

E se qualcuno si trovava, sabato scorso, alla convention dei giovani imprenditori di Confartigianato, l’avrebbe incontrato sul palco, dove qualcuno, presentandolo, ha detto questa frase:

Gli artigiani del futuro sono come Martino Massalini.

Un bel complimento per Martino, che ha poi rilasciato una bella intervista, nel video qui sotto a partire dal minuto 13:05.

Se invece volete sentirlo parlare di Coworking Pesaro, il video da vedere è il secondo.

E se, per finire, siete curiosi di sapere come l’abbiamo conosciuto, cliccate sul terzo video, girato nell’aprile 2011 al FuoriSalone di Milano VenturaLambrate.

Buona visione!

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I coworker che hanno messo insieme il Cowo Milano/Work On. Videointervista a Elisa, Pietro e Sasha.

Coworking Cowo Network, Milano Via LambrateHanno cercato lo spazio, l’hanno rimesso a posto, lo hanno battezzato con il nome della loro società, hanno creato una community, hanno fatto comunicazione (il loro mestiere)… potevamo non intervistarli?

Benvenuti al Cowo Milano/Work On di Via Lambrate 11, nel quartiere di Casoretto: un’oasi calma e luminosa, a pochi passi dal caos di Piazzale Loreto – quindi comodissimo da raggiungere.

Ma lasciamo la parola a chi questo coworking se l’è inventato :-)

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Milano: Michele Vianello e il suo libro “Smart Cities” al Cowo, con intervento di apertura di Luca De Biase.

Vianello De Biase

Ieri sera al Cowo Milano/Lambrate serata importante: presentazione del libro “Smart Cities – gestire la complessità nell’era di Internet”, alla presenza del suo autore, Michele Vianello.

Michele  è direttore del VEGA, Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, dove ha attivato da meno di un anno l’incubatore Vega InCube, che attualmente ospita ben 20 start up.

E’ anche un  sostenitore del coworking da sempre, e infatti non manca, all’interno del VEGA, un bel Cowo.

Accanto a Michele un altro ospite di rilievo: Luca De Biase: giornalista e scrittore, fondatore di Nòva 24/Sole 24 ore, presidente della fondazione Ahref e punto di riferimento della cultura digitale.

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Luca, autore della prefazione di “Smart Cities” ha introdotto la serata, facendoci riflettere su come le pratiche individuali, personali, possono avere un effetto sulla collettività (il riferimento al coworking non era nemmeno tanto velato!), per poi arrivare al libro:

Vianello passeggia nella smart city, che non deve essere utopia

E la parola è passata a Michele.

Qualche passaggio chiave:

 Dobbiamo resuscitare le energie sociali, perché ci sono

Luoghi come questi coworking, generano valore

L’impresa non è un luogo, ma incrocio di relazioni e competenze

Nei Cowo emergono i nuovi bisogni, da parte degli attori più innovativi della società

I corpi intermedi della società tendono a bloccarla

E’ ora di pensare a imprese-rete, basate su relazioni, non su pianificazioni

Attenzione alla digitalizzazione dell’esistente, la via della smart city è molto diversa da un documento cartaceo scansionato

E infine:

Questo libro è dedicato a chi sogna. Se non volete sognare, non compratelo

La serata è stata riportata completamente su Twitter grazie al “live” con hashtag #smartcitiesvianello, ma solo chi era presente al Cowo ha goduto della verve stimolante dei due protagonisti, e della piacevole atmosfera che ha caratterizzato la serata, durante il talk e  dopo.

Michele Vianello al Cowo

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Firenze, Mostra Internazionale dell’Artigianato: Coworking Temporaneo CowoFlash 10-28/4. Comunicato Stampa.

Mostra Artigianato Firenze

Il nostro format di coworking temporaneo CowoFlash, dopo le prime esperienze positive, ritorna in campo a Firenze, in occasione della prestigiosa Fiera dell’Artigianato.

Come qualcuno si ricorderà, il coworking temporaneo CowoFlash si distingue per

  1. Affiliazione alle rete Cowo, in modo che il CowoFlash sia gestito secondo l’impostazione Cowo da parte di qualcuno che è pratico di Cowo
  2. Spazio adeguato, dove professionisti e nomad worker possano lavorare in modo confortevole (tavoli, sedie e un po’ di silenzio)
  3. Last but not least, una connessione internet efficiente ed affidabile

Cowo ringrazia Mattia Sullini di Cowo Firenze/Combo per aver dato la sua disponibilità a gestire gli spazi del CowoFlash, e tutti gli attori che hanno permesso alla bella esperienza del CowoFlash/Firenze 2012 di ripetersi:

- i Giovani Imprenditori CNA Toscana

- CNA Next

- DigitalMakers

- FabLab Firenze

- PopUp FabLab

Ci vediamo a Firenze!

Scarica il Comunicato Stampa CowoFlash # Mostra Artigianato Firenze 2013

CowoFlash

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Un Cowo delizioso che sembra fatto a mano.

Qualche giorno fa, siamo andati a trovare un altro Cowo. Comodo comodo, sulla linea Verde della metropolitana, all’uscita della fermata Romolo.

Quattro passi sotto il sole ed eccoci in Via Moncucco 22 all’ingresso di un meraviglioso giardino. Ma siamo sicuri di essere a Milano?

Cowo Milano Romolo

Cowo Milano/Romolo sembra un’illustrazione, tanto è carino, e guarda caso qui ci lavorano Paolo d’Altan, grandissimo illustratore e Laura Rota, graphic design dal tocco molto raffinato.

Lo studio si chiama Rebelot un concentrato di arte e creatività.

Appena entriamo, abbiamo l’imbarazzo della scelta: diverse comode postazioni tutte per noi.

E per chi  ama la privacy c’è un piccolo ufficio dove lavorare in tutta tranquillità.

Disegni, quadri e illustrazioni sono ovunque e come ci giriamo, libri, libri, tanti libri.

Cowo Milano/Romolo ha un sacco di storie da raccontare.

Alessandro è stato qui 5-6 mesi, voleva un luogo magico dove concentrarsi per trovare un nuovo lavoro. E i risultati non si sono fatti attendere.

Un altro Alessandro, che viaggia continuamente per lavoro, ha qui il suo Cowo di riferimento. Quando è a Milano, la sua scrivania è sempre lì ad aspettarlo!

E Alessandra (al Cowo Milano Romolo questo nome spopola!) lavora insieme a Laura e nel suo Cowo viene tutti i giorni.

Dopo aver curiosato qua e là, abbiamo scelto una bella scrivania, fatto partire il wi-fi e ci siamo messi subito al lavoro.

La giornata è volata via in un attimo, che peccato, possiamo ritornare? Il sorriso di Laura ci dice di sì.

A presto, Cowo Milano Romolo!

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Milano Design Week 2013: le due iniziative di Coworking Cowo al FuoriSalone VenturaLambrate.

FuoriSalone VenturaLambrate Free WiFi @ Cowo

Mancano pochi giorni alla manifestazione che fa di Milano un luogo internazionale, cosmopolita e… divertente: il periodo del FuoriSalone.

Si dovrebbe forse dire il periodo del Salone del Mobile, ma per chi non è coinvolto con stand in Fiera, il bello è nelle strade della città, dove lo spettacolo dei designer e delle mostre si mescola con quello delle persone in arrivo da tutto il mondo.

Cowo, la cui sede centrale è proprio nel cuore del “Design District” Ventura Lambrate, prende parte a questo grande evento con due attività:

1 – Free coworking e Free Wi-Fi @ VenturaLambrate

Come facciamo ogni anno da quattro anni, siamo lieti di accogliere visitatori e professionisti che hanno bisogno di un desk – o magari solo di collegarsi alla rete per controllare la posta – aprendo le porte e mettendo a disposizione le nostre postazioni presso Cowo Milano/Lambrate, in Via Ventura 3.

Ci sembra un bel modo di presentarsi, ed accogliere i professionisti da tutto il mondo che arrivano a Milano.FuoriSalone 2013

(Tra l’altro, anche il team di Organisation in Design – organizzatrici di Ventura Lambrate – fa base al Cowo per le attività di preparazione, in questi giorni).

2 – #divanoXmanagua – Sessione aperta di lavoro artigano, presso Cowo Milano/Otto Film – by Berto Salotti e Terre des Hommes Italia

Sempre qui in Via Ventura 3, nello spazio Cowo adiacente alla nostra sede, avrà luogo un evento davvero speciale.

#divanoXmanagua è infatti un divano realizzato dalla gente comune, secondo un programma di lavoro partecipato che… sembra fatto apposta per il coworking!

Sessione Aperta Lavoro Artigiano Berto SalottiIn pratica, chiunque voglia può dare un contributo in termini di qualche minuto (o anche ora) di lavoro per realizzare questo fantastico divano di superdesign, tutto fatto a mano con tecniche avanzatissime, grazie alla supervisione dei Maestri Artigiani di Berto Salotti.

Il progetto ha una finalità sociale che ci fa particolarmente piacere: il ricavato della vendita di questo oggetto pregiato sarà infatti devoluto a Terre des Hommes Italia per la realizzazione della Scuola per Falegnami a Managua, Nicaragua.

L’appuntamento con #divanoXmanagua è al Cowo Milano/Otto Film, in Via Ventura 3, l’11 aprile 2013, dalle 10 alle 21 (evento Facebook qui, pagina ufficiale progetto qui).

Vi aspettiamo con piacere per tutto il FuoriSalone, dal 9 al 14 aprile: le porte di Cowo sono ancora più aperte del solito :-)

Qui il comunicato stampa – Design Week Milano 2013: le due iniziative di Cowo al FuoriSalone VenturaLambrate.

Coworking al FuoriSalone Milano

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Perché fare un Presentation Lunch.

Al Cowo si fanno i Presentation Lunch :-)

Nei Cowo gira molta gente diversa, e vale sempre la pena di conoscere il lavoro e le capacità professionali di ognuno.
La vita di tutti i giorni, però, con tutti gli impegni che comporta, non è sempre favorevole.

Per questo abbiamo inventato i Presentation Lunch: un momento in cui – dopo aver mangiato qualcosa insieme – la parola viene data a un coworker perché presenti il suo lavoro agli altri. Nulla di più, nulla di meno.

E’ sempre piacevole imparare qualcosa del coworker accanto a te, e poi è bello rivedere ex-coworker e amici, che spesso si aggregano.

Il prossimo è giovedì 14/3 al Cowo Milano/Lambrate: parlerà Fulvia Ramogida, che sta organizzando – da una postazione Cowo – il FuoriSalone VenturaLambrate, la manifestazione che si svolge durante la Design Week milanese… proprio intorno a noi.

Per venire a sentire Fulvia basta inviare una mail: vi aspettiamo!

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Save the date: domenica 10/3 al CowoSovico/Monza va in scena l’arte contemporanea (ma anche l’aperitivo!).

Apeiron al Cowo Sovico Monza
Uno spazio di coworking straordinariamente attivo – molti ricorderanno l’importante presentazione di Francesco Morace dell’ottobre scorso, pure accompagnata da eventi artistici – quello brianzolo di Sovico/Monza.
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Questa domenica, triplo appuntamento in collaborazione con Studio Apeiron:
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  • ore 18.30 – Inaugurazione mostra “L’immane Concretezza di Francesco Locatelli
  • ore 19.30 – Aperitivo con l’artista
  • ore 20.30 – Talk sull’arte contemporanea “Punti di fuga – Dove si incontrano le prospettive”.
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Coworker e appassionati d’arte: non potete mancare, sarà anche un’occasione per visitare uno spazio di coworking particolarmente gradevole, dove i locali di ampie dimensioni, sapientemente riconvertiti, ancora echeggiano delle atmosfere dell’officina artigiana.
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Buon divertimento!

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600 people on NomadWork! Wow!

Cowo's international community: NomadWork

It’s a place where nomad workers from all over the world can meet.

It’s a place where people offering coworking space and people looking for coworking space can find each other (right there, in the home page).

It’s a place where you can read some of the most inspiring and mind-opening blogs on coworking.

It’s a place we encourage people to get in touch with each other, especially when they live and work in the same region.

It’s called NomadWork, it’s our international online community and gathers about 600 nomad workers from more than 30 countries… are you on NomadWork? :-)

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Lo Storify delle 7 tappe di Hosting Sostenibile nei Cowo italiani.

Sette presentazioni, sette Cowo, sette coworking communities, sette aperitivi, sette città italiane: la storia di due settimane indimenticabili così come sono state raccontate sui social media:

Vedi lo Storify di “Hosting Sostenibile nei Cowo”.

Storify Hosting Sostenibile

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L’intervista di Cowo a Beppe Cataudo di Hosting Sostenibile.

Beppe Cataudo (a sin) di Ecologie Digitali

Mentre è in pieno svolgimento il programma di presentazioni di Hosting Sostenibile nei coworking Cowo italiani, il responsabile Beppe Cataudo (a sinistra nella foto) ci ha rilasciato un’intervista che ci fa capire molte cose, tra cui il perché questo evento si svolge proprio nei Cowo.

Vorremmo ringraziare, con l’occasione, il gruppo di lavoro di Hosting Sostenibile per l’entusiasmo, la disponibilità e – naturalmente – la competenza con cui stanno sensibilizzando le coworking community italiane sui temi della sostenibilità digitale.

Ricordiamo che le prossime date sono Pordenone (tra… un’ora), Bologna (25/1), Firenze (23/1), Roma (22/1), mentre si sono già svolte le presentazioni di Milano, Torino, Venezia.

Cowo: Beppe, cosa ci fai sul sito di Cowo?

Beppe Cataudo: Stavo cercando un posto dove presentare Hosting Sostenibile: un progetto che unisce sostenibilità energetica, etica e mondo digitale. Mi sembra di aver fatto centro! 

Cowo: Il tuo progetto si chiama “Hosting Sostenibile”. Questo significa che esiste un hosting “non sostenibile”? Dicci di più.

B.C.: Purtroppo sì. Anzi esiste un approccio alla tecnologia, non sostenibile.
Mi spiego: fin da bambini ci insegnano cose come spegnere le luci quando usciamo da una stanza. Questo perché tutto ciò che utilizza elettricità crea consumi ed inquinamento - per produrre energia elettrica vengono principalmente utilizzati combustibili fossili.
Sembra però che nessuno si ponga questo genere di problema quando naviga in internet o ricarica il suo smartphone. Eppure tutto ciò che è collegato al web funziona grazie all’energia elettrica.
In particolare le serverfarm in cui sono ospitati tutti i siti che consultiamo ogni giorno sono strutture che generano un enorme inquinamento: già nel 2008 producevano la stessa CO2 dell’intera aviazione civile mondiale.
Per far fronte a questo problema abbiamo creato Hosting Sostenibile, la nostra server farm alimentata da energia solare in autoconsumo, sviluppata per ridurre al minimo i propri consumi energetici e nella quale utilizziamo solo software OpenSource per la gestione e configurazione delle macchine.

Cowo: Come hai sviluppato questa sensibilità verso un approccio sostenibile alla teconologia? Qual è il tuo percorso?

B.C.: Ho sempre lavorato nel settore della comunicazione digitale, prima a Ravenna, poi Milano, Bologna e di nuovo a Ravenna, ed ho una passione innata per tutto ciò che riguarda la natura e l’ecologia. Unendo questi due aspetti della mia vita è nato il progetto di Ecologie Digitali: la società che realizza progetti digitali green, come Hosting Sostenibile.

Cowo:- Sostenibilità significa anche sostenibilità economica. Puoi raccontarci in sintesi cosa vi rende sicuri del vostro progetto imprenditoriale? 

B.C.: La nostra sicurezza – se così vogliamo definirla – sta nell’approccio forzatamente ecosostenibile che dovremmo utilizzare in ogni aspetto della nostra vita, tecnologia compresa, negli anni a venire.
Se vogliamo sviluppare ulteriormente l’utilizzo della rete e del mondo digitale dovremo farlo in un’ottica che comprenda anche gli aspetti energetici ad essa collegati, per non ritrovarci un giorno a dover rinunciarvi a causa del suo impatto ambientale.

Cowo: Per concludere, un tuo commento su due forme di sostenibilità che hanno deciso, con le presentazioni che vedremo in 7 città italiane, di incontrarsi: il progetto di Coworking Cowo e Hosting Sostenibile.

B.C.: Sono entusiasta di questo incontro. Fin dal primo momento in cui abbiamo iniziato a parlare di una possibile collaborazione ero sicuro che sarebbe nato qualcosa di bello. Poi, conoscendo i vari cowo-manger delle strutture che ci ospiteranno, ho capito che il senso di apertura mentale, crescita, condivisione ed entusiasmo presente in COWO è l’emanazione chiara degli stessi principi che alimentano Hosting Sostenibile.

hosting sostenibile tweet

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Pordenone, coworking tra privato e pubblico, coworkerstore. Gianni Barbon a #pnfacile.

Gianni Barbon è dal 2010 l’anima di Cowo Pordenone/Cordenons, in cui ha da subito iniziato a formare un team di coworker, che oggi costituisce una bella comunità trasversale, con particolare attenzione ai giovani (nel suo Cowo chi ha meno di trent’anni e un’idea non paga).

In città si è da poco svolto #PnFacile, una serie di iniziative volte a migliorare la vita in città attraverso il contatto diretto con i cittadini. L’apporto di Gianni è nel video qui sopra. Ne approfittiamo per fargli qualche domanda.

Cowo: Gianni, cos’è #pnfacile?

Gianni Barbon: E’ l’elaborazione condivisa del nuovo PRG di Pordenone, facilitata da strumenti web e da incontri con gruppi di lavoro aperti. E’ basata su 5 assi: Sostenibilità, Mobilità, Accoglienza, Resilienza, Trasparenza. Acronimo: SMART.

Cowo: Il tuo intervento si intitola “Coworking: dal privato al pubblico”. Come hai maturato questa idea di percorso?

G. B.: Perchè c’è una promessa politica da parte della nuova amministrazione comunale in merito al coworking pubblico, in attesa di attuazione.

Cowo: Molte città stanno considerando dei coworking pubblici. Pensi che Pordenone sarà tra queste?

G. B.: Stiamo spingendo in questa direzione, i luoghi per farlo ci sono e gli attori principali sono stati coinvolti. Importante è anche alimentare la cultura del coworking e, in un dialogo continuo con la città, lo stiamo facendo da tempo.

Cowo:  Coworking privato e coworking pubblico sono per te antitetici o fanno parte dello stesso sistema?

G. B.: Se tutti amano mangiare la pastaciutta, anche il più piccolo pastificio avrà da lavorare. L’importante che la cultura della contaminazione nei Cowo sia pubblica e anche “POP”.

Cowo: Infine: sei coinvolto con Cowo e relativo progetto di rete da oltre due anni: dal tuo osservatorio, ti sembra di vedere un’evoluzione nello “scenario coworking”?

G. B.: A Pordenone 1xcoworkerstore ha aperto un’altro scenario che ha messo il “Fare” dentro il coworking. In generale noto che il coworking sta diventando un movimento in Italia, dove si cercano di unire i punti tra i vari Cowo, per mettere in rete le idee e le risorse. Mi piace pensare che questo sia l’inizio di una nuova visione in cui le nostre scrivanie siano collocate in un grande open-space realizzato virtualmente e fisicamente da tutti i nostri Cowo.

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Coworking, FabLab, Ecosistema. A Firenze, Combo Open Project apre alla grande il 2013 di Cowo!

Coworking Cowo Firenze/Combo: Mattia SulliniChi conosce Cowo quasi certamente conosce Mattia Sullini: sempre presente ai CowoCamp, sempre pronto a saltare su un aereo per le Coworking Conferences Europee, sempre bravo a portare Firenze ovunque nel mondo si parli di coworking e viceversa, come quando ha creato e gestito il primo coworking temporaneo di Cowo alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze.

Mattia è una delle persone che più credono nella rete Cowo, e apre il 2013 con una chiave importante: quella del nuovo spazio Combo Open Project,  in via dei Serragli 69/r.

Combo apre ufficialmente in questi giorni, ma è già al centro di una bella community, non solo perché nasce da quasi tre anni di lavoro, ma anche perché il nuovo progetto ha dato un forte stimolo a rinnovare i legami con gli attori della sostenibilità presenti a Firenze. 

Primi risultati: la mappa cittadina delle realtà collaborative di Firenze, l’insediamento della sede del FabLab Firenze, di cui Mattia è presidente, e – poteva mancare? – una bella festa.

Combo Firenze

Cowo – Mattia, nel 2012 il tuo coworking a Firenze ha cambiato pelle: ci vuoi raccontare in breve questo cambiamento?

Mattia Sullini - Se avesse solo cambiato pelle potrei essere davvero conciso, ma è cambiato molto di più. Il mix coworking + galleria, che ha retto per tre anni il progetto 22A|22, alla fine stava diventando incompatibile. In più, i coworker si sono coesi in un gruppo che ha dato vita a un studio associato. Da queste premesse ha preso forma un progetto nuovo. L’approccio di Combo è differente e forse un po’ temerario: innanzitutto nessuno avrà la propria postazione, che prenoterà solo quando gli servirà. 100% hotdesks. Di più: nemmeno le postazioni fisiche saranno stabili perchè lo spazio è riconfigurabile a seconda delle necessità. Stavolta il centro della scena non è occupato dai desk, ma dai contenuti.

Cowo – Non solo il tuo coworking è cambiato a Firenze. Da quando sei entrato nella rete Cowo, ormai quasi 3 anni fa, la scena cittadina è cambiata. Si può dire che è nato un ecosistema del coworking? 

M: S. – Suona un po’ ridicolo per un 35enne, ma in effetti sono il nonno dei coworking fiorentini, senza dimenticare le esperienze di Florentin Hortopan e Simone Speciale, entrambi della rete Cowo.

In città ha aperto Multiverso, recentemente è nato Co+Lab, e anche nel resto della regione sono in cantiere diverse interessanti esperienze, prima tra tutte quella di TheHub Firenze. Quindi sì, a Firenze si sta formando un ecosistema di spazi collaborativi. Il bello è che non siamo semplicemente una lista, ma abbiamo relazioni e collaborazioni sempre più strette, e stanno partendo iniziative comuni.

Ognuno ha caratteristiche specifiche e identità proprie: riconoscerle ci sta permettendo di collaborare, e nella collaborazione sentiamo un’opportunità per tutti.

Su questa strada, spero che Combo possa offrire un servizio anche agli altri coworking. Ad esempio, le postazioni potranno essere usate a condizioni vantaggiose per gli appartenenti alle community dei coworking cittadini.

Cowo – Molti spazi significano maggiori o minori opportunità?

Combo Firenze LogoM. S. - Molti spazi significano sicuramente maggiori opportunità. Di contaminazione, di visibilità, di risultati.

La stessa esperienza di Cowo lo dimostra: la convenzione Cowo WiFi con SimpleSpot, il format del coworking temporaneo CowoFlash, la piattaforma e-commerce CowoPass, il prossimo tour di Hosting Sostenibile nei Cowo italiani sono tutti progetti resi possibili dall’esistenza di un network.

Immagino che se qualcuno di vede un posto dove la gente lavora assieme può pensare a un’anomalia, ma se ne vede 100, allora magari capisce che sta succedendo qualcosa. Ecco, queste sono le opportunità che solo un ecosistema può creare.

Cowo – Tornando a te: sappiamo che il nome Combo racchiude una visione: la vuoi raccontare?

M.S. - Combo vuol dire combinazione, ma la combinazione prevede che preesistano unità funzionali autonome. Queste unità possono associarsi, scindersi, ricombinarsi diversamente e per farlo hanno bisogno di spazi flessibili, duttili, permeabili.

Il progetto Combo cercherà di essere proprio questo, luogo di incontro e di interazioni per realtà indipendenti ed autonome per le il coworking non sarà un contenitore stagno, bensì un luogo protetto dalle dinamiche relazionali usuali e al contempo permeabile per chi sta cercando di sperimentare un modo diverso di lavorare e interagire.

E – speriamo – di moltiplicarsi: immagino una rete di piccoli spazi, dotati ciascuno di qualcosa di unico (un temporary store? un laboratorio? un bar?), dove le persone possano spostarsi liberamente, grazie a un sistema di crediti unificato.

Cowo - Infine, spiegaci perché una community non è necessariamente proporzionale ai metri quadrati del coworking…

M. S. - Se posso rispondere con un tormentone tipico del coworking: mai notato come le community sono fatte di persone, progetti, credibilità e non di metri quadri? :-D


Combo: Cowo a Firenze!

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Dopo Parigi: la terza Conferenza Europea del Coworking in una parola.

Mattia Sullini reports, come direbbe il New York Times ;-)

Coworking Europe Paris 2012

Il gioco è questo: trovare una parola chiave che riesca a riassumere lo spirito di ciascuna edizione della Coworking Europe.
Nel 2010 a Bruxelles la parola è stata condivisione.
Nel 2011 a Berlino è stata comunità. Nel 2012 a Parigi… beh, è dura.

Forse la parola che stava in testa a Jean-Yves Huwart, che l’ha organizzata, era maturità.

O magari business.

Gli interventi in programma per il primo dei tre giorni, infatti, sono stati dispeaker che hanno trattato casi in cui il coworking è stato integrato in una strategia più ampia, ma… così ampia da riproporre la domanda, ormai classica:

“Cos’è il coworking?”

…domanda alla quale Cowo, dal 2008,  risponde in modo chiaro, privilegiando le relazioni sulle dotazioni, sulle sale riunioni o sulle modalità di accesso.

Ma se ognuno fa a modo proprio… forse è prematuro parlare di maturità.

Allora la parola chiave del 2012 potrebbe essere normalizzazione, nel senso di ricerca di una definizione comune ed ufficiale di coworking (comunque qui c’è quella di Wikipedia, se serve).

Il momento migliore per definirla poteva essere il secondo giorno, quando il programma della conferenza è diventato liquido e le discussioni si sono distribuite su 30 temi diversi, proposti dai partecipanti e discussi simultaneamente.

In realtà, si è parlato fondamentalmente di necessità spicciole e puntuali per la gestione degli spazi, nessuno si è sognato di chiedersi “cos’è il coworking”.

Niente, neanche normalizzazione può essere la parola chiave.

Il terzo giorno ha avuto un programma diviso in due momenti: workshop a tema + tour degli spazi parigini.

Verrebbe spontaneo, ora, ipotizzare varietà, come parola chiave… i tour hanno infatti mostrato una grande eterogeneità di spazi; per dimensioni, aspetto, vocazione.

Allora, va bene varietà?
Pensandoci meglio, dal concetto manca quell’elemento unificante che indubbiamente si respira in tutti gli spazi visitati… e quindi?

Quindi dovremmo individuare qualcosa che allo stesso tempo renda conto dei millemila modi in cui si stanno sviluppando i molti progetti di coworking, che tenga conto però anche di una sicura familiarità.

Ok, forse potremmo esserci: che ve ne sembra di… evoluzione?

Mattia Sullini: Cowo, Combo, FabLabMattia Sullini, è CowoManager dal 2009 e presidente del FabLab Firenze.

Fondatore dello spazio di coworking 22|A22, sta ora scaldando i motori di COMBO Open Project, sistema modulare di servizi per la sinergia tra professioni diverse, con focus sugli autoproduttori. 

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Il web sta gridando: Coworking! Un’analisi professionale delle conversazioni online.

Tra i vantaggi di un network composito ed eterogeneo, c’è quello di disporre di diverse professionalità e strumenti, che contribuiscono alla creazione di valore e di conoscenze sul mondo del coworking sotto vari punti di vista.

Per Cowo è un piacere condividere, oggi, lo studio sulle conversazioni online a tema “coworking” svolto da Stefano Garavaglia di Cowo Milano/Gorla (Enter).

L’articolo si preannuncia interessante fin dal titolo, e costituisce – a quanto ne sappiamo – la prima analisi del passaparola online sul coworking.

Ringraziamo Stefano a nome di quanti in Italia – e sono ormai molti – si interessano al coworking.

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IL WEB STA GRIDANDO: COWORKING!
Un ascolto delle conversazioni on line
rivela il crescente interesse degli italiani
per il coworking

Il termine “Coworking” è entrato nei trending topics della rete. Da qualche mese anche in Italia.

Coworking, co-working, co-work… comunque lo chiamiate, se ne parla sempre più spesso.

Da gennaio 2012, per l’esattezza, ci sono state 1.816 conversazioni in merito.

A dircelo sono i dati Nielsen del Servizio Buzzmetrics.

Il luogo in cui si parla maggiormente di Coworking è Twitter: 1.118 discussioni.

Molte di queste nate da autentici twittatori folli: @EspressoCowo, @giuliog, @lab121Coworking, @maxthemonkey… sempre per la rubrica “non facciamo nomi” ;-)

Dove si Parla di Coworking Online? Analisi di S. Garavaglia

Alcune tematiche sono forti e ricorrenti.

Una di queste racchiude due variabili molto discusse in questi tempi: crisi economica e startup.

Più in generale, il coworking viene visto come una via per trovare nuove e più efficienti modalità di lavoro in tempi di crisi.

Il tweet di @MagaMascar riassume il concetto in modo diretto:

“C’è chi lo chiama #coworking.
Io opto per ‘non ho soldi per l’affitto’ ma anche ‘voglio colleghi’.
In ogni caso, #ufficio a #pisa cercasi!”

Dicevo delle startup: quale luogo migliore di uno spazio coworking per chi sta iniziando e non ha molti fondi?

E anche volendo tralasciare l’aspetto economico, quale luogo migliore per chi cerca spunti, collaborazioni, dialogo e confronto?

Un altro argomento che spopola è il “modello Berlino”, lo smart sharing, il consumo collaborativo.

Tutti d’accordo sul fatto che il coworking sia la nuova frontiera della collaborazione professionale.

Ovviamente, sul web si trova anche tanta comunicazione da parte di chi in Italia offre spazi di coworking e servizi condivisi.

PianoC, The Hub, Cowo, Lab121, La Santeria… sono solo alcune tra le realtà emerse o emergenti del periodo.

Vediamo in un grafico chi partecipa a queste conversazioni, e quanto:

Chi Parla di Coworking Online? Analisi di S. Garavaglia

Molta attività su Twitter proviene dal profilo @coworkingcowo che fa riferimento al nostro network Coworking Project by Cowo, di cui fanno parte  anche Coworking Milano, i cugini di Roma Cowo360 e altre 60 realtà sparse per tutto lo stivale, molte delle quali partecipi della conversazione in rete a vari livelli.

Il gancio trainante che si nota nelle conversazioni on line – a parte gli eventi – fa capo alla divulgazione dei benefici e del target a cui si rivolge principalmente l’offerta di spazi di coworking.

Negli ultimi mesi, poi, forse spinto dal posizionamento di PianoC (coworking per donne/mamme), il dibattito sul web ha dedicato ampio spazio al servizio “baby parking”.

“I genitori lavorano e i figli giocano”… ne ha parlato anche Corriere.it.

Infine, il picco di conversazioni generate a fine settembre dal progetto Espresso Coworking ha evidenziato l’interesse e l’investimento in comunicazione da parte di alcuni attori dello scenario nel periodo di riferimento.

Conversazioni Online su Espresso Coworking (Analisi di S. Garavaglia)

Si può concludere che questa sia la fase, per il coworking italiano, dell’education, con l’auspicio che le esigenze sempre differenti delle imprese e dei lavoratori si incontrino con l’offerta di spazi e servizi.

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Analisi "Coworking nelle Conversazioni Online" - S. GaravagliaStefano Garavaglia
Enter the Cloud @enter_the_cloud
(Redazione ospitata negli spazi coworking Covo di Milano)

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Cowo 360 a Roma: quando uno spazio di coworking fa la differenza per tutta la coworking community.

Tutti gli spazi di coworking incidono sulla realtà del proprio territorio: rendono disponibile un luogo di lavoro a prezzi sostenibili; migliorano la vita di chi li utilizza (spesso persone che abitano poco distante); fanno partire dinamiche positive tra persone che non si conoscevano e frequentano lo stesso pezzettino di città.

Vi sono poi degli spazi di coworking che portano questo tipo di contributo – già prezioso – su una scala maggiore, come se il loro territorio fosse il mondo.

Dicendo questo non vorremmo incensare troppo Cowo 360 di Roma, ma di certo non vogliamo dimenticarci di manifestare all’infaticabile team di Stefano Borghi (a destra nella foto) ammirazione e gratitudine per la visione con cui porta avanti il suo lavoro.

In particolare, il sistema di credito CoPass, che Stefano ed Elisabetta Frasca hanno ideato e per il quale lavorano alacremente da mesi, è un’innovazione di sistema in grado di far evolvere un intero settore – il coworking – non solo in Italia. E di farlo evolvere in una direzione che a noi paice molto: quella dell’apertura e della crescita comune.

Non è un caso che CoPass stia ricevendo attenzioni importanti a Parigi, a Berlino e ovunque lui lo presenti, anche presso gestori di coworking communities di centinaia di persone, come accade spesso fuori dai nostri confini.

Vedere, per credere, le manifestazioni d’interesse pubblicate online, sulla wiki del progetto: c’è attesa per CoPass in tutta Europa.

Per stimolare gli sviluppatori a collaborare a un progetto che – alla fine – potrebbe interessare anche loro, come utilizzatori di spazi tipicamente nomadi, Cowo 360 ha indetto pochi giorni fa un Hackaton (evento aperto per coders) dedicato proprio allo sviluppo open source del “cuore” di CoPass, chiamato CoPass Connect.

Per capire la visione di fondo di questa idea,  le parole migliori sono proprio quelle con cui Stefano ha presentato l’Hackaton sui social network:

Hackaton CoPass Connect!
Una due giorni di programmazione open source per lo sviluppo del sistema che collegherà gli spazi di condivisione (coworking, FabLab ecc).
Nei giorni 20 e il 21 ottobre (dalle 9 alle 18,30) Cowo360 ospiterà un Hackaton finalizzato all sviluppo della piattaforma CoPass Connect in PHP-MySQL.

Cos’è CoPass Connect?
CoPass Connect è il core di CoPass: un sistema per gestire utenti e relativi crediti fra i vari spazi di condivisione aderenti al progetto.
Ad oggi: Roma, Torino, Milano, Firenze e Parigi e tant
i altri che hanno dichiarato l’interesse.

In un momento in cui tutti si stanno affilando i coltelli nel nuovo business del mercato della condivisione, pensiamo che sia importante dare un segnale forte: uno strumento condiviso, partecipativo e cooperativo senza interessi commerciali, che punti solo alla sostenibilità e allo sviluppo reale.
Un bene comune!

Crediamo che lo strumento di cooperazione per eccellenza debba essere open source, accessibile e trasparente.

Su questi valori vogliamo sviluppare CoPass.
Per concludere, riportiamo qui sotto la presentazione tenuta da Stefano nell’aprile 2012 al CowoCamp, quando CoPass ancora non aveva un nome, ma l’idea del credito condiviso appare chiara nell’ultima parte della presentazione, quella intitolata “il nostro sogno”.

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[Guest post] Gianni Barbon: la Matrioska del Coworking, uno dentro l’altro gli avvenimenti di queste due settimane a Pordenone.

Da Pordenone, dove il coworking sta aiutando a far succedere alcune cose molto interessanti, la testimonianza del CowoManager Gianni Barbon.

Coworking temporaneo, store per la vendita di prodotti realizzati da coworker, identità di comunicazione, il tutto condito con un sano spirito di flessibilità e il giusto divertimento: chi ama il coworking si gusterà questo post dall’inizio alla fine.

Grazie Cowo Pordenone/Cordenons! Grazie Gianni!

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Settembre 2012: Il Cowo di mod-o prende in affittto per 10 giorni un negozio del centro e vi realizza alcune postazioni per cowo-designer.

Per la prima volta usciamo dalla nostra sede e realizziamo nuove postazioni temporanee, e devo dire che l’esperienza è molto entusiasmante: i primi risultati sono concreti e lasciano ben sperare per una riedizione, sia a Pordenone sia in altre città.

Ecco com’è andata.

In occasione dell’evento cittadino “PordenoneLegge“, abbiamo intercettato un negozio (outlet di Erremoda) che non viene utilizzato in questo periodo dell’anno, lo abbiamo preso in affitto e fatto diventare – con piccoli allestimenti – sia la sede temporanea del nostro Cowo, sia un temporary shop dedicato ai coworker, che vendono i gioielli, abiti e accessori che producono sotto gli occhi degli acquirenti, talvolta su misura per loro.

È aperto dalle 11.00 alle 20.00 e le vetrine sono occupate a rotazione dai coworker, i quali “mostrano” così il loro lavoro.

Per dare visibilità, autonomia e continuità alla manifestazione, abbiamo chiamato il temporary shop 1x Coworker Store.

Risultati concreti: due Cowo-designer sono stati contattati da altri negozianti e uno da un’azienda per iniziare nuove collaborazioni.

Questo ci basta per dire che se una passione può diventare un mestiere, il coworking è un mezzo di straordinaria potenza per facilitare le relazioni.

Due anni di coworking sono bastati per farci incontrare almeno una cinquantina di persone speciali, ho il sospetto che non dipenda tutto da noi (mi piacerebbe su questo argomento un confronto con gli altri CowoManager), penso che dipenda dalla “postura” che abbiamo assunto da quando abbiamo pensato di diventare Cowo.

Ci crediamo così tanto da essere diventati noi stessi i primi coworker dello spazio mod-o.

Così mettiamo in atto piccole strategie, spesso inconsapevolmente, di apertura, attenzione e sensibilità verso tutti coloro che sfiorano la nostra struttura sia per motivi di lavoro sia per affinità elettive con noi o i nostri ospiti.

Ed ecco perchè domani, venerdì 21/9/2012, facciamo le nostre Olimpiadi dei Cowomod-o: è il modo più ludico che ci è venuto in mente per fare incontrare queste persone ed offrirci l’occasione di condividere tutti insieme il nostro spazio.

Le nostre attività sportive sono limitate ma so già che faremo tardi con i racconti dei nostri sogni per il futuro.

E la prossima settimana… un nuovo episodio di “Dialoghi al Pinzimonio“, al suo quarto appuntamento, sempre di venerdì sera per poter fare tardi.

Due coworker speciali animano la serata, due psicologi si mettono in gioco per raccontare a una platea di una trentina di persone il tema della serata:

Dalla favola alla tragedia: andata e ritorno nella coppia

Un pretesto per affrontare in modo ironico e divertente alcune dinamiche di relazione nella coppia, il tutto con intermezzi di stuzzicanti assaggi preparati da uno chef che di passione ne ha da vendere.

Anche questo è un pretesto, direi il fluidificante, per mettere in relazione un piccolo gruppo di coworker giovani con persone che nella nostra città portano molto valore, una contaminazione multilivello che genera nuove opportunità di confronto.

Emozionanti, intense e sicuramente piene di sorprese le nostre due settimane a Pordenone.

Viva il coworking!

Gianni B

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Lunedì 10/9/12, Cowo Omegna: il coworking come formazione. Una mattinata con Massimo Carraro.

Omegna, nel network Cowo, è un coworking che si distingue per il forte orientamento alle attività formative, in particolare rispetto ai giovani.

Quello dei giovani e degli studenti è un mondo a cui Cowo guarda con estrema attenzione: non si tratta forse dei coworker di domani

O magari già di oggi, come ci insegnano da New York?

Su queste basi, unite all’esperienza professionale del fondatore di Cowo, sì è organizzato per lunedì 10 settembre un seminario formativo sul tema:

La comunicazione alla base della nuova impresa: partire con il piede giusto.

La chiacchierata – informale e in continua presa diretta sul web – partirà da alcuni punti di partenza:

- Il web: mostro o amico?

- Reputazione online e presenza digitale

- Cos’è la “buona comunicazione”, al tempo di Facebook

- Il passaparola questo sconosciuto

- E se mi rubano l’idea?

- Costruire un progetto solo sul passaparola: il caso del marketing Cowo

Dialogherà con Massimo Carraro un selezionato gruppo di giovani aspiranti startupper partecipanti ad un progetto promosso dalla Provincia del Verbano Cusio Ossola chiamato per l’appunto Start Up.

Alcuni di loro sono nel “momento magico” dell’uscita dal bozzolo, quello in cui l’idea imprenditoriale è già pronta ed è arrivato il momento in cui spicca il volo sul mercato.

In bocca al lupo quindi ai nuovi imprenditori, e buon seminario!

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Openness, sharing, inspiration. Richard Stallmann @ Mutinerie Coworking Paris: a free event, on June 28th.

Sometimes, in coworking spaces, some exceptional things happen.

Things that make you go:

“This is soooo right!”

This is what we thought when we heard about the legendary free software activist Richard Stallman speaking @ Mutinerie Coworking, this week in Paris.

We feel that the coworking values are highly endorsed by a presence like this.

It’s the kind of event that makes every coworking initiative, regardeless of size and location, more significant. Just like when a younger Marc Zuckerberg gave a speech at LaCantine in 2008 (Stallman itself was @ LaCantine, too).

That’s why we’d like to thank Eric, Antoine and William and the whole parisian coworking community for the amazing work they’re doing :-)

And don’t forget:

Richard Stallman @ Mutinerie Coworking
29, Rue de Meaux, Paris
28 June 2012
Free entrance… of course ;-) 

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La sfida di fare coworking a Omegna.

Da quasi un anno, a Omegna (nella provincia del Verbano Cusio Ossola, in cima al Lago D’Orta), c’è uno spazio di coworking Cowo, centro di una community di freelance e professionisti e luogo di incontro per soggetti pubblici.

Andrea Avogadro, cowomanager, definisce “una sfida” fare coworking in una località come Omegna.

A noi sembra che questo Cowo stia vincendo la sua sfida, grazie all’attività intelligente di networking sul territorio (piccolo-grande segreto dei coworking che funzionano). Bravi! :-)

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#CowoCamp2012 – Presentazione di Mattia Sullini, Cowo Firenze/Mattonaia 22|A22.

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#CowoCamp2012 – [Video] Presentazione di Stefano Borghi, Cowo360.

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#CowoCamp2012 – Presentazione di Michele Vianello, direttore di VEGA e VEGAinCUBE.

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#CowoCamp2012 – Presentazione di Isabella Marchese di ImpresaLAB.

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