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Sviluppare il business non significa sacrificare la sostenibilità. Anche il network di coworking Cowo – come molte altre attività – vuole essere un’espressione di business sostenibile, dove la competizione è sostituita dalla collaborazione, e dove la competitività è frutto di lavoro sinergico.

CowoPass, ovvero il coworking a giornata, in tutta Italia: Milano/Lambrate c’è!

Crediti per cowork a giornata CowoPass

Beh, la sede del network Cowo non poteva certo non aderire al Programma CowoPass, la piattaforma che permette ai coworker di usufruire di giornate singole di Cowo in tutta Italia, a prezzi… Cowo:

  • pacchetto 4 days – valido un anno in tutta Italia: euro 50 + iva
  • pacchetto 8 days – valido un anno in tutta Italia: euro 90 + iva
  • pacchetto 16 days – valido un anno in tutta Italia: euro 150 + iva
  • pacchetto 32 days – valido un anno in tutta Italia: euro 250 + iva

Quindi, sia che desideriate passare qualche giornata nel Cowo Milano/Lambrate di Via Ventura 3, dove l’idea Cowo è nata, sia che vi serva qualche giorno di postazione Cowo in giro per l’Italia, CowoPass può fare al caso vostro.

Ricordiamo che i pacchetti di giornate si possono acquistare sia online, sia presso i Cowo che aderiscono al Programma (visibili in home page di CowoPass).

Viva i nomad worker, anima del coworking! :-)

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[Video, video, video] ”Gli artigiani del futuro sono come Martino Massalini”.

Per chi non conoscesse Martino Massalini, è il CowoManager di Cowo Pesaro/CWP. Ma non solo.

E’ anche colui che – insieme a Lorenzo Sorace, suo partner con SimpleSpot – ha dato vita alla piattaforma di navigazione gratuita Cowo WiFi, che i coworker di tutta Italia hanno apprezzano da tempo per l’affidabilità e la praticità (una sola password per tutti i Cowo!).

E se qualcuno si trovava, sabato scorso, alla convention dei giovani imprenditori di Confartigianato, l’avrebbe incontrato sul palco, dove qualcuno, presentandolo, ha detto questa frase:

Gli artigiani del futuro sono come Martino Massalini.

Un bel complimento per Martino, che ha poi rilasciato una bella intervista, nel video qui sotto a partire dal minuto 13:05.

Se invece volete sentirlo parlare di Coworking Pesaro, il video da vedere è il secondo.

E se, per finire, siete curiosi di sapere come l’abbiamo conosciuto, cliccate sul terzo video, girato nell’aprile 2011 al FuoriSalone di Milano VenturaLambrate.

Buona visione!

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Milano: Michele Vianello e il suo libro “Smart Cities” al Cowo, con intervento di apertura di Luca De Biase.

Vianello De Biase

Ieri sera al Cowo Milano/Lambrate serata importante: presentazione del libro “Smart Cities – gestire la complessità nell’era di Internet”, alla presenza del suo autore, Michele Vianello.

Michele  è direttore del VEGA, Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, dove ha attivato da meno di un anno l’incubatore Vega InCube, che attualmente ospita ben 20 start up.

E’ anche un  sostenitore del coworking da sempre, e infatti non manca, all’interno del VEGA, un bel Cowo.

Accanto a Michele un altro ospite di rilievo: Luca De Biase: giornalista e scrittore, fondatore di Nòva 24/Sole 24 ore, presidente della fondazione Ahref e punto di riferimento della cultura digitale.

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Luca, autore della prefazione di “Smart Cities” ha introdotto la serata, facendoci riflettere su come le pratiche individuali, personali, possono avere un effetto sulla collettività (il riferimento al coworking non era nemmeno tanto velato!), per poi arrivare al libro:

Vianello passeggia nella smart city, che non deve essere utopia

E la parola è passata a Michele.

Qualche passaggio chiave:

 Dobbiamo resuscitare le energie sociali, perché ci sono

Luoghi come questi coworking, generano valore

L’impresa non è un luogo, ma incrocio di relazioni e competenze

Nei Cowo emergono i nuovi bisogni, da parte degli attori più innovativi della società

I corpi intermedi della società tendono a bloccarla

E’ ora di pensare a imprese-rete, basate su relazioni, non su pianificazioni

Attenzione alla digitalizzazione dell’esistente, la via della smart city è molto diversa da un documento cartaceo scansionato

E infine:

Questo libro è dedicato a chi sogna. Se non volete sognare, non compratelo

La serata è stata riportata completamente su Twitter grazie al “live” con hashtag #smartcitiesvianello, ma solo chi era presente al Cowo ha goduto della verve stimolante dei due protagonisti, e della piacevole atmosfera che ha caratterizzato la serata, durante il talk e  dopo.

Michele Vianello al Cowo

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Cowo aiuta Genova a diventare Open Genova: coworking aperti gratuitamente ai laboratori.

Cowo a Genova

Open Genova è più di uno slogan, anche grazie ad aperture quali quelle della rete Cowo locale, composta dei due spazi Cowo Genova/De Ferrari (gestito da Acropoli Immobiliare) e Cowo Genova/Salita Dinegro (presso BoccaccioPassoni).

I due spazi hanno infatti deciso di interpretare questo concetto offrendo gratuitamente, una volta al mese, le loro postazioni ai laboratori di Open Genova, la piattaforma nata per aiutare lo sviluppo e la crescita di progetti e idee volte a migliorare la città.

Per i Cowo è “un modo per far circolare nuove idee e energia all’interno dei nostri spazi”, come dichiara Alberto Boccaccio di Cowo Genova/Salita Dinegro.

Per chi anima i laboratori, è un’occasione di incontro in spazi orientati al networking, a costo zero.

Per la città, infine, è un passo avanti verso una miglior vivibilità, piccolo ma concreto… in pieno stile Cowo :-)

Grazie per questa apertura anche da parte nostra: in tutta Italia, la rete Cowo si sta dimostrando sempre pronta a dare il proprio contributo ai percorsi di apertura collaborativa sui vari territori.

E un doppio grazie a Fabio Burlando - CowoManager di Cowo Genova/De Ferrari - per aver creato il laboratorio di coworking nella piattaforma “Open Genova”, luogo dove la discussione sul coworking diventa tema di dibattito cittadino.

 

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Milano Design Week 2013: le due iniziative di Coworking Cowo al FuoriSalone VenturaLambrate.

FuoriSalone VenturaLambrate Free WiFi @ Cowo

Mancano pochi giorni alla manifestazione che fa di Milano un luogo internazionale, cosmopolita e… divertente: il periodo del FuoriSalone.

Si dovrebbe forse dire il periodo del Salone del Mobile, ma per chi non è coinvolto con stand in Fiera, il bello è nelle strade della città, dove lo spettacolo dei designer e delle mostre si mescola con quello delle persone in arrivo da tutto il mondo.

Cowo, la cui sede centrale è proprio nel cuore del “Design District” Ventura Lambrate, prende parte a questo grande evento con due attività:

1 – Free coworking e Free Wi-Fi @ VenturaLambrate

Come facciamo ogni anno da quattro anni, siamo lieti di accogliere visitatori e professionisti che hanno bisogno di un desk – o magari solo di collegarsi alla rete per controllare la posta – aprendo le porte e mettendo a disposizione le nostre postazioni presso Cowo Milano/Lambrate, in Via Ventura 3.

Ci sembra un bel modo di presentarsi, ed accogliere i professionisti da tutto il mondo che arrivano a Milano.FuoriSalone 2013

(Tra l’altro, anche il team di Organisation in Design – organizzatrici di Ventura Lambrate – fa base al Cowo per le attività di preparazione, in questi giorni).

2 – #divanoXmanagua – Sessione aperta di lavoro artigano, presso Cowo Milano/Otto Film – by Berto Salotti e Terre des Hommes Italia

Sempre qui in Via Ventura 3, nello spazio Cowo adiacente alla nostra sede, avrà luogo un evento davvero speciale.

#divanoXmanagua è infatti un divano realizzato dalla gente comune, secondo un programma di lavoro partecipato che… sembra fatto apposta per il coworking!

Sessione Aperta Lavoro Artigiano Berto SalottiIn pratica, chiunque voglia può dare un contributo in termini di qualche minuto (o anche ora) di lavoro per realizzare questo fantastico divano di superdesign, tutto fatto a mano con tecniche avanzatissime, grazie alla supervisione dei Maestri Artigiani di Berto Salotti.

Il progetto ha una finalità sociale che ci fa particolarmente piacere: il ricavato della vendita di questo oggetto pregiato sarà infatti devoluto a Terre des Hommes Italia per la realizzazione della Scuola per Falegnami a Managua, Nicaragua.

L’appuntamento con #divanoXmanagua è al Cowo Milano/Otto Film, in Via Ventura 3, l’11 aprile 2013, dalle 10 alle 21 (evento Facebook qui, pagina ufficiale progetto qui).

Vi aspettiamo con piacere per tutto il FuoriSalone, dal 9 al 14 aprile: le porte di Cowo sono ancora più aperte del solito :-)

Qui il comunicato stampa – Design Week Milano 2013: le due iniziative di Cowo al FuoriSalone VenturaLambrate.

Coworking al FuoriSalone Milano

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Milano e il coworking: un esempio per 8.091 comuni italiani.

Comune e Camera di Commercio di Milano per il Coworking

L’hanno annunciato il 27 dicembre 2012.

E il 26 marzo hanno aperto i bandi.

Parliamo del Comune e della Camera di Commercio di Milano, e dei provvedimenti presi per favorire l’utilizzo degli spazi di coworking in città:

Finanziamenti per 198.240 euro da parte del Comune, e per 100.000 euro da parte di Camera di Commercio.

Nel dettaglio, il provvedimento prevede due misure:

Misura 1:
Per la costituzione di un elenco qualificato di spazi di coworking
(inizio presentazione domande 26 marzo 2013)

Misura 2:
Per l’erogazione di voucher a favore di giovani coworker
(inizio presentazione domande 26 aprile 2013)

Qui la pagina del Comune dove scaricare i bandi integrali e gli allegati informativi.

Abbiamo detto varie volte come l’approccio delle istituzioni milanesi ci sembri corretto verso chi già è attivo con spazi di coworking sul territorio, riuscendo ad essere anche di forte stimolo, e non solo per l’aspetto finanziario.

La soluzione di erogare il finanziamento attraverso voucher per i coworker – ad esempio – favorisce il coworking attraverso il suo elemento più importante: le persone che frequentano gli spazi.

Non è facile per le istituzioni muoversi con questa sensibilità: questo di Milano è senz’altro un esempio da seguire per… gli altri 8.091 comuni italiani :-)

Vi terremo informati sugli esiti di questa iniziativa, che secondo noi è partita con il piede giusto e può essere un esempio anche al di fuori dell’Italia.

(Non è bello poter parlare bene delle nostre istituzioni? Bello che sia il coworking a darci questa opportunità!).

Nel video qui sotto, girato nel marzo 2011, il punto di vista del fondatore della rete Cowo sul rapporto tra istituzioni cittadine e coworking.

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Torna il Corso di Europrogettazione sui finanziamenti europei. Al Cowo Milano/Nino Bixio: 11-12-13/3.

Corso sui finanziamenti europei

Si terrà di nuovo al CdIE di via Carlo Poerio 39 a Milano – anche spazio coworking Cowo Milano/Nino Bixio - il corso che affronta i vari aspetti legati ai finanziamenti europei, con particolare riguardo alla programmazione EU 2014-2020.

Per informazioni sul corso di tre giornate – dall’11 al 13 marzo, con orario 9,15 / 18.00 – rivolgersi a Norma Tello, scrivendole una mail o telefonando allo 02/20.52.47.11.

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Programma CowoPass: lavorare indifferentemente in un Cowo o nell’altro, in tutta Italia.

La pagina 2 di questa presentazione recita:

A che serve una rete di spazi di coworking, se non posso frequentarli tutti, all’occorrenza?

E’ proprio questa la domanda a cui abbiamo cercato di rispondere con CowoPass. L’esigenza dei coworker di passare agevolmente da un Cowo all’altro, da una community all’altra, da una città all’altra.

La nostra risposta: un solo pacchetto di giornate prepagate, uguali per tutti i Cowo, a partire da 50 euro per 4 giorni, con validità 12 mesi in tutta Italia.

Circa un anno fa presentammo la prima “versione” di CowoPass, che proponeva un’offerta parificata tra due spazi Cowo, a Milano e Roma.

In un anno, i coworker che l’hanno utilizzata sono stati… uno. Uno scambio Milano – Roma era troppo poco.

Abbiamo molto riflettuto, e parlato con i coworker.

Le esigenze sono molteplici: risparmiare, utilizzare il Cowo solo quando serve, e poi poter lavorare dove il lavoro ti porta, senza troppe formalità.

Ci siamo inventati 4 pacchetti standard in tutta Italia per unificare l’offerta (non è stato facile), abbiamo stabilito tariffe ultraconvenienti (con il pacchetto di 32 giornate, la singola giornata costa 7,8 euro), abbiamo creato un ecommerce per chi non ha tempo/voglia/possibilità di acquistare il servizio al Cowo, ma vuole un pacchetto di giornate right now.

Ed eccoci qua. Adesso salutarsi dicendo “ci vediamo al Cowo” è più facile :-)

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Lo Storify delle 7 tappe di Hosting Sostenibile nei Cowo italiani.

Sette presentazioni, sette Cowo, sette coworking communities, sette aperitivi, sette città italiane: la storia di due settimane indimenticabili così come sono state raccontate sui social media:

Vedi lo Storify di “Hosting Sostenibile nei Cowo”.

Storify Hosting Sostenibile

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L’intervista di Cowo a Beppe Cataudo di Hosting Sostenibile.

Beppe Cataudo (a sin) di Ecologie Digitali

Mentre è in pieno svolgimento il programma di presentazioni di Hosting Sostenibile nei coworking Cowo italiani, il responsabile Beppe Cataudo (a sinistra nella foto) ci ha rilasciato un’intervista che ci fa capire molte cose, tra cui il perché questo evento si svolge proprio nei Cowo.

Vorremmo ringraziare, con l’occasione, il gruppo di lavoro di Hosting Sostenibile per l’entusiasmo, la disponibilità e – naturalmente – la competenza con cui stanno sensibilizzando le coworking community italiane sui temi della sostenibilità digitale.

Ricordiamo che le prossime date sono Pordenone (tra… un’ora), Bologna (25/1), Firenze (23/1), Roma (22/1), mentre si sono già svolte le presentazioni di Milano, Torino, Venezia.

Cowo: Beppe, cosa ci fai sul sito di Cowo?

Beppe Cataudo: Stavo cercando un posto dove presentare Hosting Sostenibile: un progetto che unisce sostenibilità energetica, etica e mondo digitale. Mi sembra di aver fatto centro! 

Cowo: Il tuo progetto si chiama “Hosting Sostenibile”. Questo significa che esiste un hosting “non sostenibile”? Dicci di più.

B.C.: Purtroppo sì. Anzi esiste un approccio alla tecnologia, non sostenibile.
Mi spiego: fin da bambini ci insegnano cose come spegnere le luci quando usciamo da una stanza. Questo perché tutto ciò che utilizza elettricità crea consumi ed inquinamento - per produrre energia elettrica vengono principalmente utilizzati combustibili fossili.
Sembra però che nessuno si ponga questo genere di problema quando naviga in internet o ricarica il suo smartphone. Eppure tutto ciò che è collegato al web funziona grazie all’energia elettrica.
In particolare le serverfarm in cui sono ospitati tutti i siti che consultiamo ogni giorno sono strutture che generano un enorme inquinamento: già nel 2008 producevano la stessa CO2 dell’intera aviazione civile mondiale.
Per far fronte a questo problema abbiamo creato Hosting Sostenibile, la nostra server farm alimentata da energia solare in autoconsumo, sviluppata per ridurre al minimo i propri consumi energetici e nella quale utilizziamo solo software OpenSource per la gestione e configurazione delle macchine.

Cowo: Come hai sviluppato questa sensibilità verso un approccio sostenibile alla teconologia? Qual è il tuo percorso?

B.C.: Ho sempre lavorato nel settore della comunicazione digitale, prima a Ravenna, poi Milano, Bologna e di nuovo a Ravenna, ed ho una passione innata per tutto ciò che riguarda la natura e l’ecologia. Unendo questi due aspetti della mia vita è nato il progetto di Ecologie Digitali: la società che realizza progetti digitali green, come Hosting Sostenibile.

Cowo:- Sostenibilità significa anche sostenibilità economica. Puoi raccontarci in sintesi cosa vi rende sicuri del vostro progetto imprenditoriale? 

B.C.: La nostra sicurezza – se così vogliamo definirla – sta nell’approccio forzatamente ecosostenibile che dovremmo utilizzare in ogni aspetto della nostra vita, tecnologia compresa, negli anni a venire.
Se vogliamo sviluppare ulteriormente l’utilizzo della rete e del mondo digitale dovremo farlo in un’ottica che comprenda anche gli aspetti energetici ad essa collegati, per non ritrovarci un giorno a dover rinunciarvi a causa del suo impatto ambientale.

Cowo: Per concludere, un tuo commento su due forme di sostenibilità che hanno deciso, con le presentazioni che vedremo in 7 città italiane, di incontrarsi: il progetto di Coworking Cowo e Hosting Sostenibile.

B.C.: Sono entusiasta di questo incontro. Fin dal primo momento in cui abbiamo iniziato a parlare di una possibile collaborazione ero sicuro che sarebbe nato qualcosa di bello. Poi, conoscendo i vari cowo-manger delle strutture che ci ospiteranno, ho capito che il senso di apertura mentale, crescita, condivisione ed entusiasmo presente in COWO è l’emanazione chiara degli stessi principi che alimentano Hosting Sostenibile.

hosting sostenibile tweet

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Benvenuti su OpenGenova. Intervista a Fabio Burlando, animatore del Coworking Lab.

Open Genova

Genova è una città che ha iniziato nel 2009 ad avere un coworking: il Cowo Genova/DeFerrari di Fabio Burlando, che ci ha già raccontato l’esperienza di 3 anni di “coworking sotto la Lanterna” nel video che trovate a fine post.

Burlando (Coworking Genova)Fabio può quindi essere considerato un precursore.
Solo da poco il suo spazio è stato affiancato, in città, da un altro coworking, il Cowo Genova/SalitaDinegro, aperto nel 2012.

Come in altre città italiane, anche Genova vede ora nascere progetti di condivisione aperta: #OpenGenova è la piattaforma collaborativa che affronta – fra i vari temi – il coworking.

Fabio è direttamente coinvolto nel Coworking Lab di OpenGenova, e ci racconta la sua esperienza.

COWO - Fabio, parliamo di coworking a #OpenGenova. Dopo quasi 4 anni di attività con il progetto Cowo, la città si è accorta della tua community, è così?

FABIO BURLANDO - Infatti. In questa città un po’ strana spesso succede che abbiamo delle risorse e non ne conosciamo l’esistenza. Il coworking qui è ancora piuttosto sconosciuto: è più facile essere conosciuti da fuori piuttosto che dal vicino di casa.
OpenGenova se n’è accorta e ha voluto con forza che fosse aperto un laboratorio sul tema.

COWO - Ci puoi descrivere brevemente cosa comprende la definizione #OpenGenova?

F. B. – E’ una piattaforma collaborativa progettata per mettere in contatto i genovesi interessati a proporre idee e progetti per la valorizzazione del territorio, condividere informazioni, monitorare l’innovazione, migliorare il rapporto con l’ amministrazione locale.

COWO - A che punto sono i lavori di questo gruppo?

F. B. - La piattaforma ha preso ufficialmente forma  il 1° dicembre, quando è stata presentata al Bar Camp diritti&rovesci, promosso dal Comune di Genova.
Nei laboratori della piattaforma si è ora in attesa di competenze per un più ampia applicazione.
Per quanto riguarda il laboratorio sul coworking da me proposto ha l’intenzione di riproporre, in scala più ampia, la felice esperienza che in 4 anni mi ha fatto apprezzare l’utilità degli spazi di lavoro a condizioni sostenibili, per tutte le figure professionali.

COWO - In che modo il coworking rientra in questa discussione, e che accoglienza ha avuto il tema?

F. B. - E’ piaciuta l’idea di coinvolgere amministrazione comunale e aziende per iniziare un progetto insieme, riducendo i costi di gestione. Questo non per “fare business”, ma per fornire a startup e giovani professionisti un luogo di aggregazione low cost dove le esperienze si possano incontrare e crescere.
Le esperienze di successo che ho incontrato in questi anni in varie parti d’Italia mi fanno sperare che altrettanto si possa riproporre a Genova.

COWO - Pensi che il coworking riuscirà ad affermarsi su larga scala nella tua città, anche grazie all’interessamento più allargato, magari dell’amministrazione cittadina?

F. B. - E’ indispensabile; siamo una comunità molto attenta alle spese (spesso a nostro discapito) e abbiamo assoluto bisogno di investire su noi stessi.
La precaria situazione economica ha messo in grave crisi le grandi aziende e vede sempre più il sorgere di micro aziende e singoli professionisti capaci, ma con difficoltà di aggregazione professionale.
Il posto fisso è uscito dal sistema mentre le attività outsourcing prendono sempre più campo; l’amministrazione pubblica ha bisogno di forze fresche e nuove; i giovani genovesi ci sono, sono brillani anche grazie a esperienze maturate fuori dai confini genovesi, e bramano di fare qualcosa di utile per la loro città.
Queste realtà hanno bisogno di incontrarsi.
Ci stiamo lentamente rendendo conto che siamo usciti dal mercato per i nostri limiti culturali che ci portano ad essere spesso troppo diffidenti e asociali.
L’amministrazione pubblica ha bisogno del coworking quale spazio fisico e culturale come ne hanno bisogno le nuove e giovani realtà professionali; c’è bisogno di un punto di incontro dove consolidare tutti i rapporti virtuali che fino ad ora stanno crescendo sulle piattaforme sociali.
Gli elementi essenziali per una città smart sono l’open data, il cloud computing e il coworking: i dati devono essere nella disponibilità di tutti coloro che vogliono lavorare per lo sviluppo della nostra città; lo devono poter fare utilizzando le nuove tecnologie per potersi poi annusare e respirare l’un con l’altro e in uno spazio comune in coworking.
Dobbiamo allargare la comunità delle menti pensanti, uscire dall’autoreferenzialità e passare ai fatti.
Siamo nella fase embrionale e quindi in ritardo su quello che nel mondo e in Italia è già partito per uscire dalla crisi globale.
Il parco tecnologico degli Erzelli sta sviluppando un progetto di Coworking e pare (a Genova più che altrove la parola “pare” è sempre da tenere tra le top words) che a marzo 2013 vedrà la luce.

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Coworking, FabLab, Ecosistema. A Firenze, Combo Open Project apre alla grande il 2013 di Cowo!

Coworking Cowo Firenze/Combo: Mattia SulliniChi conosce Cowo quasi certamente conosce Mattia Sullini: sempre presente ai CowoCamp, sempre pronto a saltare su un aereo per le Coworking Conferences Europee, sempre bravo a portare Firenze ovunque nel mondo si parli di coworking e viceversa, come quando ha creato e gestito il primo coworking temporaneo di Cowo alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze.

Mattia è una delle persone che più credono nella rete Cowo, e apre il 2013 con una chiave importante: quella del nuovo spazio Combo Open Project,  in via dei Serragli 69/r.

Combo apre ufficialmente in questi giorni, ma è già al centro di una bella community, non solo perché nasce da quasi tre anni di lavoro, ma anche perché il nuovo progetto ha dato un forte stimolo a rinnovare i legami con gli attori della sostenibilità presenti a Firenze. 

Primi risultati: la mappa cittadina delle realtà collaborative di Firenze, l’insediamento della sede del FabLab Firenze, di cui Mattia è presidente, e – poteva mancare? – una bella festa.

Combo Firenze

Cowo – Mattia, nel 2012 il tuo coworking a Firenze ha cambiato pelle: ci vuoi raccontare in breve questo cambiamento?

Mattia Sullini - Se avesse solo cambiato pelle potrei essere davvero conciso, ma è cambiato molto di più. Il mix coworking + galleria, che ha retto per tre anni il progetto 22A|22, alla fine stava diventando incompatibile. In più, i coworker si sono coesi in un gruppo che ha dato vita a un studio associato. Da queste premesse ha preso forma un progetto nuovo. L’approccio di Combo è differente e forse un po’ temerario: innanzitutto nessuno avrà la propria postazione, che prenoterà solo quando gli servirà. 100% hotdesks. Di più: nemmeno le postazioni fisiche saranno stabili perchè lo spazio è riconfigurabile a seconda delle necessità. Stavolta il centro della scena non è occupato dai desk, ma dai contenuti.

Cowo – Non solo il tuo coworking è cambiato a Firenze. Da quando sei entrato nella rete Cowo, ormai quasi 3 anni fa, la scena cittadina è cambiata. Si può dire che è nato un ecosistema del coworking? 

M: S. – Suona un po’ ridicolo per un 35enne, ma in effetti sono il nonno dei coworking fiorentini, senza dimenticare le esperienze di Florentin Hortopan e Simone Speciale, entrambi della rete Cowo.

In città ha aperto Multiverso, recentemente è nato Co+Lab, e anche nel resto della regione sono in cantiere diverse interessanti esperienze, prima tra tutte quella di TheHub Firenze. Quindi sì, a Firenze si sta formando un ecosistema di spazi collaborativi. Il bello è che non siamo semplicemente una lista, ma abbiamo relazioni e collaborazioni sempre più strette, e stanno partendo iniziative comuni.

Ognuno ha caratteristiche specifiche e identità proprie: riconoscerle ci sta permettendo di collaborare, e nella collaborazione sentiamo un’opportunità per tutti.

Su questa strada, spero che Combo possa offrire un servizio anche agli altri coworking. Ad esempio, le postazioni potranno essere usate a condizioni vantaggiose per gli appartenenti alle community dei coworking cittadini.

Cowo – Molti spazi significano maggiori o minori opportunità?

Combo Firenze LogoM. S. - Molti spazi significano sicuramente maggiori opportunità. Di contaminazione, di visibilità, di risultati.

La stessa esperienza di Cowo lo dimostra: la convenzione Cowo WiFi con SimpleSpot, il format del coworking temporaneo CowoFlash, la piattaforma e-commerce CowoPass, il prossimo tour di Hosting Sostenibile nei Cowo italiani sono tutti progetti resi possibili dall’esistenza di un network.

Immagino che se qualcuno di vede un posto dove la gente lavora assieme può pensare a un’anomalia, ma se ne vede 100, allora magari capisce che sta succedendo qualcosa. Ecco, queste sono le opportunità che solo un ecosistema può creare.

Cowo – Tornando a te: sappiamo che il nome Combo racchiude una visione: la vuoi raccontare?

M.S. - Combo vuol dire combinazione, ma la combinazione prevede che preesistano unità funzionali autonome. Queste unità possono associarsi, scindersi, ricombinarsi diversamente e per farlo hanno bisogno di spazi flessibili, duttili, permeabili.

Il progetto Combo cercherà di essere proprio questo, luogo di incontro e di interazioni per realtà indipendenti ed autonome per le il coworking non sarà un contenitore stagno, bensì un luogo protetto dalle dinamiche relazionali usuali e al contempo permeabile per chi sta cercando di sperimentare un modo diverso di lavorare e interagire.

E – speriamo – di moltiplicarsi: immagino una rete di piccoli spazi, dotati ciascuno di qualcosa di unico (un temporary store? un laboratorio? un bar?), dove le persone possano spostarsi liberamente, grazie a un sistema di crediti unificato.

Cowo - Infine, spiegaci perché una community non è necessariamente proporzionale ai metri quadrati del coworking…

M. S. - Se posso rispondere con un tormentone tipico del coworking: mai notato come le community sono fatte di persone, progetti, credibilità e non di metri quadri? :-D


Combo: Cowo a Firenze!

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[Video] Coworking Temporaneo CowoFlash a Ecomondo Rimini. Day 4, thanksgiving day.

Oggi si chiude Ecomondo, è il momento di fare dei doverosi ringraziamenti.

Grazie a chi ci ha invitato: Gabriella Chiellino di Eambiente.

Grazie a chi ci ha fatto incontrare: Michele Vianello e il dream team del VeGA di Venezia.

Grazie a chi ha organizzato la logistica degli spostamenti.

Grazie a chi ci ha portato un divano di innovatori a parlare dentro un Cowo (e pazienza se il divano non era un divano).

Grazie alle ragazze della reception di Città Sostenibile, che hanno appuntato la spilletta Cowo sulla loro giacca senza che nessuno chiedesse loro di farlo.

Grazie a chi ci ha dato una rete WiFi che ci ha lasciato… molto tempo per le chiacchiere di persona.

Grazie a chi ci ha tenuti aggiornati in tempo reale sulla Coworking Europe Conference, da Parigi.

Grazie a chi ci ha chiesto dove avevamo comperato i fiori.

Grazie al sindaco di Rimini, che ha portato al Cowo tutta l’amministrazione comunale.

Grazie a quel signore che è venuto a dirci “Noi a Napoli lo facciamo da sempre”.

Grazie a chi ha lavorato giorno e notte perché qualcuno potesse stare a Rimini quattro giorni senza perdere il posto di lavoro.

Grazie a chi ha reso un sogno (quello di portare Cowo a un grande appuntamento fieristico) realtà.

Grazie a tutti per averci – ancora una volta – insegnato cos’è il coworking.

AGGIORNAMENTO: Grazie anche agli amici di AssoScai, che hanno girato questa video-intervista!

Spazio Coworking a Rimini (Ecomondo)

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Coworking Temporaneo CowoFlash a Ecomondo Rimini. Day 3.

Ecomondo Rimini: Coworking CowoFlash by CowoIl coworking è un ecosistema che si muove con scioltezza dal web alle rete fisica, reale.

La riprova?

Oggi due giovani professionisti si sono presentati dicendo:

“Noi siamo del coworking Neunòi di Palermo.”

Non ci eravamo mai visti, ma già ci conoscevamo, per la frequentazione online.

E infatti le chiacchiere sono semplicemente proseguite, dall’online alla vita reale senza soluzione di continuità.

Divano dell'Innovazione: Fiat al Cowo

Alle 11.30 è stato il momento del Divano dell’Innovazione, dedicato oggi alle Città Intelligenti.

Pietro Piella, dottorando al Dipartimento di Architettura di Ferrara, ha lanciato la conversazione con Michele Vianello, a cui si è poi aggiunto Severino Damini (Institutional Relations Fiat Group), che ha accettato l’invito di Cowo a unirsi alla discussione.

Per il dott. Damini si è trattato quasi un piccolo riscaldamento per il suo talk previsto poco dopo, al convegno “Le frontiere della mobilità sostenibile” allo spazio Agorà.

Per noi di Cowo, invece, è stata una bella emozione vedere un’azienda come Fiat entrare in uno spazio di coworking: che sia di buon auspicio?

La giornata è poi proseguita tra coworker conosciuti e nuovi incontri, molti dei quali per informarsi sulla possibilità di aprire nuovi spazi Cowo a Rimini, Pescara, Ancona e Bologna.

Arrivederci a domani, per la quarta e ultima giornata di CowoFlash!

Brindisi al Coworking Temporaneo a Ecomondo!

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Coworking Temporaneo CowoFlash a Ecomondo Rimini. Day 2.

La giornata comincia con un piatto forte: il workshop #100Cervelli, in cui – dopo il talk di Michele Vianello su Smart Cities e innovazione – tre gruppi di lavoro producono tre idee, che vengono presentate sia dal vivo, a fine workshop, sia online grazie alla pubblicazione su SlideShare.

Cowo collabora con l’iniziativa pubblicando le tre idee e invitando i lettori a votare la migliore, perché quella che riceverà più pareri positivi sarà valutata come idea imprenditoriale.

Stiamo seguendo la fine dei workshop, quando qualcuno ci viene a chiamare:

C’è il sindaco di Rimini al CowoFlash!

Arrivati lì, scopriamo che il sindaco è accompagnato dal vice, dalla giunta e da buona parte dei dirigenti del Comune.

Giusto il tempo di realizzare che razza di gruppo è entrato al CowoFlash, che Gabriella Chiellino cede la parola a Cowo per introdurre a questo team di amministratori il concetto di coworking.

Pochi intensi minuti, e la parola ripassa adl sindaco Andrea Gnassi, il quale pronuncia queste parole:

E’ ora che facciamo succedere questa cose anche nelle nostre città, gli spazi di coworking sono imprescindibili Penso ai progetti di nuove scuole, che dovranno comprendere soluzioni per impiegare gli spazi, nelle ore no occupate dagli studenti, con coworking. Penso alle stanze del Comune occupate da magazzini che non so nemmeno cosa contengano…

Il pomeriggio arriva molto in fretta, con la piacevole visita di Gianluca Diegoli, dopo il suo intervento a “Web e sostenibilità“, e si conclude con un incontro del Divano dell’Innovazione, di Urbano Creativo, molto interessante come sempre.

E in tutto questo, professionisti che passano a ricaricare il telefonino e far due chiacchiere, persone interessate all’affiliazione, team di lavoro che – in tutta scioltezza – prendono possesso di tavoli per lunghi meeting… insomma, coworking.

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Coworking Temporaneo CowoFlash a Ecomondo Rimini. Day 1.

Coworking Temporaneo a Ecomondo RiminiLa giornata inizia con la rielezione di Obama. Yes we can!

A Ecomondo, accoglienza squisita dai ragazzi di EAmbiente, e incontro con Michele Perissinotto: la collaborazione è già sperimentata e consolidata dopo molti contatti via web e telefono, incontrarsi de visu è come rivedersi, anche se è la prima volta.

Gabriella Chiellino ci presenta al volo a una giornalista di Rai3… ancora prima di sedersi la fiera è cominciata.

Fino alle 14.30 lo spazio non può essere preparato, per un paio d’ore si lavora online e si aspetta.

Dopo colazione, non facciamo in tempo a disporre comunicati stampa, spillette, poster “cos’è il coworking” e “il manifesto di Cowo”, che arrivano a salutarci Miriam Bertoli e Alessandra Farabegoli in compagnia di amici.

Ci sediamo per ascoltare la proposta di Hosting Sostenibile di presentare il proprio progetto di presentazione negli spazi Cowo italiani. Concordiamo che è senz’altro interessante e si farà, una stretta di mano e appuntamento a rivederci per parlarne ancora durante i 4 giorni di fiera (sono a pochi stand di distanza da noi).

CowoFlash Coworking temproaneo CowoLe prime persone si avvicinano, si siedono.

I desk si riempiono.

Alle 16.30 il divano dell’innovazione svolge due workshop proprio nella coworking area: seguiamo mentre assistiamo chi chiede informazioni.

Un signore di Roma propone una partnership, un fisico sardo trasferito a Roma vuole sapere l’indirizzo del Coworking di Sassari… mentre lo cerchiamo online sbotta:

Ma non sarà quella società che ha vinto quel riconoscimento in Silicon Valley, tempo fa?

Sono proprio loro, il mondo è piccolo, i simili si attraggono, l’ecosistema Cowo è qualcosa di reale. Riscoprirlo in un luogo dove Cowo è presente da due ore… beh, è un’emozione.

Mentre gli altroparlanti ci invitano ad uscire arriva Michele Vianello, il nomad worker per antonomasia, e subito dice:

Nel mio nuovo libro siete citatissimi.

A domani!

Ecomondo Coworker concentrato al Cowo Flash

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Cowo 360 a Roma: quando uno spazio di coworking fa la differenza per tutta la coworking community.

Tutti gli spazi di coworking incidono sulla realtà del proprio territorio: rendono disponibile un luogo di lavoro a prezzi sostenibili; migliorano la vita di chi li utilizza (spesso persone che abitano poco distante); fanno partire dinamiche positive tra persone che non si conoscevano e frequentano lo stesso pezzettino di città.

Vi sono poi degli spazi di coworking che portano questo tipo di contributo – già prezioso – su una scala maggiore, come se il loro territorio fosse il mondo.

Dicendo questo non vorremmo incensare troppo Cowo 360 di Roma, ma di certo non vogliamo dimenticarci di manifestare all’infaticabile team di Stefano Borghi (a destra nella foto) ammirazione e gratitudine per la visione con cui porta avanti il suo lavoro.

In particolare, il sistema di credito CoPass, che Stefano ed Elisabetta Frasca hanno ideato e per il quale lavorano alacremente da mesi, è un’innovazione di sistema in grado di far evolvere un intero settore – il coworking – non solo in Italia. E di farlo evolvere in una direzione che a noi paice molto: quella dell’apertura e della crescita comune.

Non è un caso che CoPass stia ricevendo attenzioni importanti a Parigi, a Berlino e ovunque lui lo presenti, anche presso gestori di coworking communities di centinaia di persone, come accade spesso fuori dai nostri confini.

Vedere, per credere, le manifestazioni d’interesse pubblicate online, sulla wiki del progetto: c’è attesa per CoPass in tutta Europa.

Per stimolare gli sviluppatori a collaborare a un progetto che – alla fine – potrebbe interessare anche loro, come utilizzatori di spazi tipicamente nomadi, Cowo 360 ha indetto pochi giorni fa un Hackaton (evento aperto per coders) dedicato proprio allo sviluppo open source del “cuore” di CoPass, chiamato CoPass Connect.

Per capire la visione di fondo di questa idea,  le parole migliori sono proprio quelle con cui Stefano ha presentato l’Hackaton sui social network:

Hackaton CoPass Connect!
Una due giorni di programmazione open source per lo sviluppo del sistema che collegherà gli spazi di condivisione (coworking, FabLab ecc).
Nei giorni 20 e il 21 ottobre (dalle 9 alle 18,30) Cowo360 ospiterà un Hackaton finalizzato all sviluppo della piattaforma CoPass Connect in PHP-MySQL.

Cos’è CoPass Connect?
CoPass Connect è il core di CoPass: un sistema per gestire utenti e relativi crediti fra i vari spazi di condivisione aderenti al progetto.
Ad oggi: Roma, Torino, Milano, Firenze e Parigi e tant
i altri che hanno dichiarato l’interesse.

In un momento in cui tutti si stanno affilando i coltelli nel nuovo business del mercato della condivisione, pensiamo che sia importante dare un segnale forte: uno strumento condiviso, partecipativo e cooperativo senza interessi commerciali, che punti solo alla sostenibilità e allo sviluppo reale.
Un bene comune!

Crediamo che lo strumento di cooperazione per eccellenza debba essere open source, accessibile e trasparente.

Su questi valori vogliamo sviluppare CoPass.
Per concludere, riportiamo qui sotto la presentazione tenuta da Stefano nell’aprile 2012 al CowoCamp, quando CoPass ancora non aveva un nome, ma l’idea del credito condiviso appare chiara nell’ultima parte della presentazione, quella intitolata “il nostro sogno”.

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Cowo a Internet Festival 2012: la presentazione dell’ecosistema Cowo.

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[Guest post] Gianni Barbon: la Matrioska del Coworking, uno dentro l’altro gli avvenimenti di queste due settimane a Pordenone.

Da Pordenone, dove il coworking sta aiutando a far succedere alcune cose molto interessanti, la testimonianza del CowoManager Gianni Barbon.

Coworking temporaneo, store per la vendita di prodotti realizzati da coworker, identità di comunicazione, il tutto condito con un sano spirito di flessibilità e il giusto divertimento: chi ama il coworking si gusterà questo post dall’inizio alla fine.

Grazie Cowo Pordenone/Cordenons! Grazie Gianni!

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Settembre 2012: Il Cowo di mod-o prende in affittto per 10 giorni un negozio del centro e vi realizza alcune postazioni per cowo-designer.

Per la prima volta usciamo dalla nostra sede e realizziamo nuove postazioni temporanee, e devo dire che l’esperienza è molto entusiasmante: i primi risultati sono concreti e lasciano ben sperare per una riedizione, sia a Pordenone sia in altre città.

Ecco com’è andata.

In occasione dell’evento cittadino “PordenoneLegge“, abbiamo intercettato un negozio (outlet di Erremoda) che non viene utilizzato in questo periodo dell’anno, lo abbiamo preso in affitto e fatto diventare – con piccoli allestimenti – sia la sede temporanea del nostro Cowo, sia un temporary shop dedicato ai coworker, che vendono i gioielli, abiti e accessori che producono sotto gli occhi degli acquirenti, talvolta su misura per loro.

È aperto dalle 11.00 alle 20.00 e le vetrine sono occupate a rotazione dai coworker, i quali “mostrano” così il loro lavoro.

Per dare visibilità, autonomia e continuità alla manifestazione, abbiamo chiamato il temporary shop 1x Coworker Store.

Risultati concreti: due Cowo-designer sono stati contattati da altri negozianti e uno da un’azienda per iniziare nuove collaborazioni.

Questo ci basta per dire che se una passione può diventare un mestiere, il coworking è un mezzo di straordinaria potenza per facilitare le relazioni.

Due anni di coworking sono bastati per farci incontrare almeno una cinquantina di persone speciali, ho il sospetto che non dipenda tutto da noi (mi piacerebbe su questo argomento un confronto con gli altri CowoManager), penso che dipenda dalla “postura” che abbiamo assunto da quando abbiamo pensato di diventare Cowo.

Ci crediamo così tanto da essere diventati noi stessi i primi coworker dello spazio mod-o.

Così mettiamo in atto piccole strategie, spesso inconsapevolmente, di apertura, attenzione e sensibilità verso tutti coloro che sfiorano la nostra struttura sia per motivi di lavoro sia per affinità elettive con noi o i nostri ospiti.

Ed ecco perchè domani, venerdì 21/9/2012, facciamo le nostre Olimpiadi dei Cowomod-o: è il modo più ludico che ci è venuto in mente per fare incontrare queste persone ed offrirci l’occasione di condividere tutti insieme il nostro spazio.

Le nostre attività sportive sono limitate ma so già che faremo tardi con i racconti dei nostri sogni per il futuro.

E la prossima settimana… un nuovo episodio di “Dialoghi al Pinzimonio“, al suo quarto appuntamento, sempre di venerdì sera per poter fare tardi.

Due coworker speciali animano la serata, due psicologi si mettono in gioco per raccontare a una platea di una trentina di persone il tema della serata:

Dalla favola alla tragedia: andata e ritorno nella coppia

Un pretesto per affrontare in modo ironico e divertente alcune dinamiche di relazione nella coppia, il tutto con intermezzi di stuzzicanti assaggi preparati da uno chef che di passione ne ha da vendere.

Anche questo è un pretesto, direi il fluidificante, per mettere in relazione un piccolo gruppo di coworker giovani con persone che nella nostra città portano molto valore, una contaminazione multilivello che genera nuove opportunità di confronto.

Emozionanti, intense e sicuramente piene di sorprese le nostre due settimane a Pordenone.

Viva il coworking!

Gianni B

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Istituzioni fa rima con riunioni? Coworking fa rima con networking!

  1. Oggi, 12 giugno, Unioncamere Lombardia e Visalta Consulting ci hanno cortesemente coinvolto in un workshop di 3 ore (14.30 – 17.30).
  2. Domani, 13 giugno, due funzionari della Regione Lombardia vengono a incontrarci per conoscere la realtà Cowo, alle 15.30.
  3. Il 25 giugno prossimo, il Comune di Milano ha indetto un incontro pubblico sul coworking, con presenza di Cowo, The Hub Milano, Make A Cube, LaCantine Parigi e Betahaus Berlino (questi ultimi da confermare). Di lunedì, dalle 9.00 alle 18.00.

Ora ci troviamo nell’imbarazzante situazione di avere l’attenzione istituzionale che tanto abbiamo desiderato, ma un po’ impreparati a dedicare investimenti di tempo significativi per non perderla… accidenti! :-D

Si dirà:

Problema vostro che non siete strutturati!

Forse il punto è proprio questo, il “non essere strutturati” ha permesso a Cowo di svilupparsi dal basso, senza costi fissi né investimenti, creando valore solo attraverso il passaparola online e offline.

In altre parole, la “Cowoeconomy” (come noi chiamiamo l’attività economica collegata al progetto Cowo) si è sviluppata attraverso un approccio leggero e destrutturato, orientato, più che agli incontri fisici, al networking aperto e continuo – soprattutto online.

Confidiamo che le istituzioni che rivolgono la loro preziosa attenzione al nostro progetto ne colgano anche questo aspetto, che è parte del suo DNA.

Per la verità, il Comune di Milano ha già dimostrato di avere la giusta sensibilità verso il coinvolgimento diretto e aperto - sia nel primo contatto con Cowo, da parte dell’assessore Tajani, che ha accettato di incontrare una nostra community di coworker presso uno spazio Cowo, sia attraverso la partecipazione attiva di Renato Galliano al CowoCamp2012, dove Milano ha saputo portare la propria voce e il proprio ascolto laddove altri soggetti avevano già avviato un dibattito, da diversi anni e su tutto il territorio nazionale.

Ci auguriamo, ora, di non aprire una fase di riunionismo, attività per la quale ci manca totalmente l’attitudine :-)

Detto questo, faremo senz’altro il possibile per partecipare e dare il nostro contributo al dibattito in corso, e – importante – siamo grati a tutti coloro che ci coinvolgono sul proprio percorso verso una cultura condivisa del coworking.

Buon lavoro!

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Cosa chiede Cowo alle istituzioni.

Ancora da Digital Makers 2012, un breve video in cui specifichiamo cosa, secondo noi, potrebbero fare le istituzioni per aiutare i coworking.

Anche in questo campo, l’approccio Cowo è basico e orientato ai risultati immediati, con costi sostenibili… insomma: ci sembra abbasatanza semplice, in fondo. Come sempre, è necessario iniziare a fare, per capire

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Quattro anni in 6 minuti: breve storia di Cowo :-)

In occasione di Digital Makers 2012, abbiamo riassunto il nostro lavoro in pochi minuti. E alla fine è perfino arrivato un applauso! :-)

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#CowoCamp2012 – Presentazione di Mattia Sullini, Cowo Firenze/Mattonaia 22|A22.

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#CowoCamp2012 – [Video] Presentazione di Stefano Borghi, Cowo360.

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[Video + Slides] La dimensione economica del coworking, dopo tre anni di rete Cowo. #CowoCamp2012

La presentazione di apertura del Coworking Camp 2012 organizzato da Cowo per il terzo anno consecutivo.

Una intensa giornata, animata dalla partecipazione di circa 60 persone da tutta Italia, che hanno seguito attivamente le 15 presentazioni, scandite al ritmo di una ogni 20 minuti, dalle 11 del mattino fino alle 18. Grazie a tutti!

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